la miniera…

Villa Adriana, Tivoli

Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

L’Italia è il paese più bello del mondo. Quante volte ci siamo riempiti la bocca con questa frase.

Abbiamo un enorme patromonio artistico.

Città meravigliose, piazze mozzafiato, borghi suggestivi. Siamo pieni zeppi di palazzi reali e di castelli. Di rovine. Di tombe e necropoli. Di teatri e anfiteatri. Di ville imperiali. Di cattedrali e basiliche romane, gotiche, barocche. In ogni angolo d’Italia è possibile trovare testimonianze dal passato. Appunti di viaggio della storia dell’uomo su e giù per lo stivale. Dall’antica Etruria al Rinascimento. Roma Imperiale e Magna Grecia. Abbiamo spiagge bianche, rosa, nere. Montagne e laghi. Parchi e riserve naturali di rara bellezza.

Siamo seduti su una miniera d’oro. Ma spesso e volentieri, la utiliziamo come latrina di lusso.

Il turismo dovrebbe essere una nostra naturale fonte di ricchezza. Invece è considerata un’attività di contorno. Facciamo giusto il minimo per far passare le sacre ferie agli italiani e per attirare un po’ di stranieri. Quel tanto che basta per fare la stagione.

In molti casi si cerca di “fottere” il turista, “tanto chi lo rivede più”.

Altri paesi d’Europa, che non hanno la nostra fortuna, cercano di promuovere ogni piccolo angolo possa avere un qualche interesse per il turista. Spesso, quel poco che hanno, insomma, riescono a venderlo benissimo. Anche a noi Italiani.

Chi ha viaggiato sia in Italia che all’estero può facilmente ricordare decine di casi in cui ha dovuto ammettere la bravura dei francesi nell’impreziosire ogni lato del loro “esagono”, oppure la precisione e l’ordine che rendono piacevole e tranquillo un soggiorno in Austria o in Germania. Non voglio quì fare esempi. Li lascio ai lettori. Ma mi resta, come ogni anno, al rientro dalle vacanze itineranti, un gusto amaro in bocca. Quello che deriva dall’aver di nuovo constatato quanto stiamo sprecando il nostro patrimonio artisitico, paesaggistico e ambientale.

E a volte non ci si ferma allo spreco. Si va oltre. Si progettano e realizzano infrastrutture inutili ed insediamenti residenziali in aree pregiate, a ridosso del mare, talvolta in piene riserve naturali. Poi, i cittadini, fannola loro parte.

Lasciando rifiuti di ogni genere nei luoghi delle loro barbare vacanze. Immondizia e resti di picnic nelle pinete e nei boschi. Sacchetti di plastica, mozziconi di sigarette e catrame nei mari e sulle spiagge. Scritte e graffiti sui monumenti.

E i Governi? Somigliano sempre più a quelle signore un po’ robuste che incontriamo fuori dalle toilette degli autogrill…

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4 Responses so far.

  1. patrizia ha detto:

    Parole sacrosante! io ho vissuto in scandinavia, inghilterra, germania e so bene che significa (altrove!) il rispetto per il proprio territorio.
    Negli ultimi dieci anni comunque abbiamo toccato il fondo, sperando d’averlo raggiunto il fondo e che non si debba scendere ancora più in basso!
    Sono cresciuta con la nozione – mi è stata insegnata a scuola – che l’Italia, terra di conquista, è stata periodicamente invasa e devastata da orde di barbari, ma ora i barbari ce li abbiamo in casa, ora i barbari siamo noi!

  2. Antonio Negroni ha detto:

    Caro Domenico, mai metafora fu più azzeccata… anche se adesso preferisco pensare a immagini più piacevoli di quella della signora un po’ robusta…almeno per il tempo del pranzo ; -)))

  3. Monika ha detto:

    Da straniera, in effetti ci si chiede com’è possibile uno spreco così gigante. Spesso manca la consapevolezza e l’educazione a valutare il patrimonio e le tradizioni. Giro in bici i laghi, le risaie e i Navigli – quando racconto ai colleghi, mi chiedono delle zanzare. Purtroppo solo pochi conoscono e/o si interessano della terra in cui vivono.

  4. AnnaPaola ha detto:

    E giá…l’ultima pubblicita’ di una stazione sciistica austriaca che ho letto in Svizzera tra le varie cose diceva:”…INDISPETTITI dall’Italia? venite a sciare da noi”..ecco quello che stiamo facendo per i turisti, li stiamo indisponendo ed anche se l’Italia e’ veramente il piu’ bel paese del mondo, la nostra assoluta indisponenza superficiale a trattarli a pesci in faccia ci sta costando cara. Caro sindaco, io sono una architetto paesaggista e non sa quanto mi puo’stare a cuore il nostro patrimonio storico ambientale e paesaggistico e, soprattutto, lavorando fuori, ho capito che i nuostri luoghi ed il nostro gusto e’ sempre preso ad esempio all’estero…ma é cio´che ci hanno lasciato in eredita’ che vive da solo e si autoalimenta della propria bellezza: ma per quanto tempo ancora riuscira’ a farlo? sarebbe il caso di pensare seriamente al turismo come a una industria fiorente sulla quale basare l’economia del paese e non lasciare in mano alle logiche speculative e affaristiche di pochi cio’ che ci farebbe stare bene tutti.

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