un’Altra Italia esiste

Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 40 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 670 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, ai miei colleghi, amministratori o politici.

Negli ultimi 8 anni sono state molte le occasioni per scrivere, commentare, riflettere a voce alta.
Ho condiviso con dei fantastici compagni di viaggio, il gruppo “Per Cassinetta”, protagonisti dell’esperienza di rinnovamento del nostro comune, l’orgoglio e l’onore di guidare Cassinetta di Lugagnano, la sua comunità e il suo territorio, nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni, per la terra e per l’acqua.
Ho condiviso la speranza e la volontà di contribuire alla costruzione di un futuro migliore e diverso per i nostri figli.
Insieme alla mia giunta ho sempre manifestato pensieri e idee con la massima sincerità.
Oggi, non posso non fare altrettanto.

Spesso i politici dicono e fanno cose con lo scopo di accattivarsi la simpatia dei cittadini elettori. Prestando molta attenzione a non urtare le sensibilità e le suscettibilità. Evitando scomodi argomenti che potrebbero far perdere qualche voto al loro partito.

Sono stato eletto nel 2002 e riconfermato nel 2007 alla guida di una lista civica. Senza nessun legame con i partiti. Ma la mia storia personale e le mie idee mi collocano nella parte del campo che si contrappone (o sarebbe meglio dire dovrebbe farlo), all’attuale maggioranza di Governo guidata da Silvio Berlusconi e da Umberto Bossi.
Per l’affetto o per il rispetto che devo a tutti i cittadini di Cassineta e a tutti coloro che mi seguono in rete o che mi hanno ascoltato in qualche sala pubblica, cinema o teatro, è per me indispensabile manifestare apertamente il mio pensiero rispetto alla deriva culturale e all’impoverimento civile che sta interessando l’Italia.

Negli ultimi anni, lentamente, giorno dopo giorno, si è diffuso un amaro rancore preventivo nei confronti di chi è straniero, di chi professa altre religioni rispetto a quella cattolica, di chi è diventato nostro vicino di casa. “Andate via, a calci nel c…!”, “L’Italia agli Italiani!”,“Giù la mani dalle nostre donne, dal nostro lavoro, dal nostro crocifisso!”
Quante volte abbiamo udito queste frasi? Alla televisione, alla radio o in comizi elettorali.

Ma nelle ultime settimane l’accelerazione di questo processo e l’affermazione di prassi e comportamenti indegni di un paese che vuole definirsi civile, ha assunto un carattere davvero insopportabile. Ha cominciato a coinvolgere in maniera diretta i bambini. E cosa ancor più grave, per me, ha visto sindaci e assessori agitare spettri e propaganda per far venire ai cittadini la bava del livore alla bocca, sperando di interpretare questi istinti primordiali e alimentare così il proprio consenso.

Un comune in Provincia di Verona ha lasciato a piedi i bambini (figli di stranieri) non in regola con il pagamento dello scuolabus. Così, se le porte del pulmino giallo si aprivano per taluni, per altri si chiudevano. “Tu sali! Tu resti giù!”

In un altro comune in Provincia di Brescia alcuni bambini (sempre figli di stranieri) non in regola con il pagamento della refezione sono stati lasciati a digiuno. Proprio così. Mentre i loro compagni venivano serviti con pastasciutta, bistecca e insalata, questi piccoli esseri umani si sono trovati davanti un semplice pezzo di pane e dell’acqua. Quando un imprenditore, volendo separare le sue responsabilità da quelle del suo sindaco, ha voluto saldare il debito per conto delle famiglie morose, gli sono giunti messaggi indispettiti, raccolte di firme contro la sua donazione. Perché? Perché si era azzardato a guastare il clima di ritorsione collettiva e vendicativa… a sporcarlo con un gesto di buona volontà?

Una vergogna. Una vera e propria vergogna. Ho provato ad immaginare mio figlio, seduto ad un banchetto. L’ho immaginato guardare il suo compagno mangiare ed abbassare lo sguardo, umiliato, senza sapere perché. Ho provato ad immaginarlo con lo zainetto in spalla tornare mestamente e a piedi verso casa. Il capo chino e l’etichetta di diverso sulla giacchettina.

Cari cittadini e cari amici,
di fronte a questi episodi, cartine di tornasole di cosa è diventato il nostro paese, non posso tacere. Non posso non gridare il mio disprezzo umano e politico per chi nell’intento di ottenere voti e approvazione, non riuscendo a far pagare genitori morosi, si inorgoglisce nel prenderne a calci i figli. Si inorgoglisce. Invece di mettere in campo un’azione doverosa di recupero e verifica dell’evasione, cavalca tale occasione per raccogliere i frutti dall’albero dell’insofferenza diffusa.

Io sento il dovere morale di dire e fare la mia parte. Innanzitutto non voltandomi, per opportunismo, dall’altra parte, diventando così complice. Corresponsabile morale di una classe politica di aspiranti gerarchi che cercano visibilità in un regime culturale fondato sulla ripugnanza, sull’egoismo e sulle povertà ideali e materiali. Sospinti da cittadini che hanno smarrito, sono stati spogliati o si sono liberati dei sentimenti di fraternità e pietà.

Sul mio sito si parla molto di temi ambientali. Ma di fronte ai respingimenti in alto mare di donne e bambini in fuga dalla fame e dalla guerra, di fronte ai cadaveri di stranieri ammassati nel deserto libico perché non idonei ad avere un pezzo di carta, di fronte alle scene di razzismo e deportazione cui abbiamo assistito alcuni mesi fa a Rosarno, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di nucleare o risparmio energetico.

Di fronte alle rivoltanti e spregevoli parole di politici che incitano alla caccia al diverso, sia esso musulmano, nero o omosessuale, di fronte a questa deriva barbarica, che sta gettando le basi, e forse ha già costruito, una società della violenza, dell’invidia e dell’iperindividualismo, di fronte agli sguardi di giustificazione (se non addirittura di approvazione) delle parole cariche di retorica razzista, di fronte ai fatti prodotti da un clima che ricorda quello preparatorio dei tempi bui del nazi-fascismo, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di inceneritori o autostrade.

Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l’Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l’abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.

Ma ciò che io vi chiedo non è la simpatia. Osservando insieme a voi gli occhi di un bambino che implora pietà su un gommone o quelli di un uomo abbassato su una pianta di pomodori, ciò che io vi chiedo è la comprensione e la solidarietà, per loro.

Da pochi giorni è passata la Pasqua. La gran maggioranza di voi ha festeggiato la Resurrezione di Gesù. Lo stesso Gesù che se fosse nato oggi, in Italia, magari in una catapecchia della periferia milanese, non sarebbe stato salutato con riunioni di gioia e cori di giubilo, bensì con presidi di protesta e cori razzisti.
Se siete credenti e cristiani e vi recate in chiesa tutte le domeniche, udirete parole che invitano all’amore. Ascoltatele.
Non prestate orecchio a chi, ostentando un fazzoletto verde nel taschino o una spilletta con uno spadone puntato in alto, a pochi metri del sagrato della chiesa, vi indica come unica strada da percorrere quella della paura, dell’odio e dell’intolleranza.

Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva.

Forse non ho nessun diritto di dirvi tutto questo, e mi scuso se ciò è vissuto da parte vostra come una sorta di predica. Ma io sono un sindaco e, seppur piccolo, sono un rappresentante delle istituzioni ed è bene che i cittadini che rappresento e quelli che si soffermano ad ascoltare ciò che dico e propongo in rete, sappiano quali sono i sentimenti che si agitano nel mio cuore.

Io sto dalla parte delle sorelle e dei fratelli stranieri. Quelli che arrivano disperati in cerca di speranza. Quelli che muoiono di stenti implorando accettazione. Quelli che sono sfruttati senza ritegno da delinquenti e criminali. Quelli che tutti i giorni accompagnano i nostri figli a scuola, quelli che curano i nostri anziani e che cureranno noi tra qualche anno, quelli che lavano i nostri gabinetti, quelli che si sporcano le mani di grasso per noi.

Io sto dalla parte dei bambini che non hanno colpa o peccato e che, pur avendo un genitore che non vuole o magari semplicemente non può pagare la mensa scolastica, hanno comunque diritto, come tutti i bambini del mondo, alla serenità e a vedersi riconosciuti pari dignità e diritti dei loro compagni di banco.

Io sto da questa parte e sarebbe bene che tutti, i piccoli e i grandi sindaci, gli assessori o i consiglieri comunali, le liste civiche, quelle democratiche, quelle progressiste, di centrosinistra o semplicemente di ispirazione civile o addirittura quelle di centrodestra che non condividono questa deriva di ostentata disumanità, così come i militanti, gli uomini di cultura, i blogger, i pastori, i cantanti, i contadini, i lavoratori, gli imprenditori,i cittadini, insomma tutti quelli che stanno da questa parte, liberassero i loro pensieri e li proponessero con fierezza, a dimostrare che esiste anche un’altra Italia.

domenico finiguerra
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Milano, Italia
Associazione Comuni Virtuosi


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27 Responses so far.

  1. Angelo ha detto:

    E’ vero un’altra Italia esiste ed io mi sento tra questi … ma come mai non riusciamo a liberarci del Potere delle lobby …vero CANCRO della societa’….

  2. shardano ha detto:

    Un grazie a te caro Sindaco, per le condivisibili parole di speranza che leggo.Io che sono nato e cresciuto nella splendida Sardegna ,conosco la diffidenza e l’ignoranza dei “continentali” del nord,i nuovi barbari padani, per averla sperimentata sulla mia pelle , quando giovane universitario interrompo il corso di studi per fare il militare e liberarmi da quella sorta di incombenza che ti impediva di essere assunto da qualsiasi parte. In quel tempo,parlo di 30anni fa, mi scontravo verbalmente con i pregiudizi di chi considerava i Sardi solo banditi e pastori.A quel tempo avevamo al mio paesello le fabbriche chimica ..tessile.tante buste paga grandi speranze..poi, abbiamo vissuto le marce per il lavoro..ci siamo incatenati ai cancelli degli stabilimenti,abbiamo passato il natale sulla ciminiera della fabbrica.
    Tutto inutile , come inutili sono le lotte dei nostri giorni vedi LEGLER ..keller..Eurallumina .. si sta creando il deserto…e intorno cosa vediamo??solidarieta’?? ma manco per niente ..ancora pregiudizi su terroni..isolani ..
    qualcuno sa cosa fanno quegli operai che si sono autodeportati all’ ASINARA???
    Concludo spiegando il perche’ gli immigrati gradiscono la Sardegna nonostante sia una terra povera che non puo’ dare aspettative di guadagno elevate….primo per l’innata ospitalita’ dei suoi abitanti ..secondo perche’ tra cittadini di seconda serie ci si capisce e ci si aiuta ..nonostante le diversita’ razziali di religione ecc… io sono onorato di annoverare tra i mie amici alcuni ambulanti marocchini e senegalesi..io spero che un altra Italia sia possibile….

  3. mara paladini ha detto:

    secondo me ,come a scuola, ma più ai genitori che ai figli, dovrebbe essre imposto di leggere il bellissimo saggio di gian antonio stella ” quando gli albanesi eravamo noi”, che racconta come hanno vissuto i nostri nonni le fatiche dell’emigrazione e soprattutto i pregiudizi cui andavano incontro: brutti, sporchi, cattivi, portatori di mallattie, ladri di lavoro. tutte cose che molti italiani ripetono su questi poveri cristi, perchè senza nulla, se non la speranza di qualcosa di meglio dalle nostre parti. salvo, poi, sfruttarli a dovere con affitti esorbitanti, lavori onerosi e malpagati o come colf e badanti salvate solo per non fare andare a zampe all’aria molte famiglie in cui lavorano entrambi i coniugi e che non ne potrebbero fare a meno, ma un fabbro, un cuoco, un operaio possono anche perdere il alvoro e tornare casa, tanto nell’immediato non è poi così importante. io non sono cattolica, ma mi meraviglio sempre con chi dice di esserlo e poi non fa nulla di concreto per vivere la propria religione: nom era “ama il prossimo tuo come te stesso”?
    cordiali saluti

  4. Massimo D'Osualdo ha detto:

    Scusa tanto caro sindaco io sono un’abitante della “padania” ,purosangue proprio comunque non condivido nulla di ciò che l’attule governo sta proponendo e, quando ho letto ciò che hai scritto su queste cose (suppongo siano vere anzi ne sono certo) m’è venuta la pelle d’oca leggendo ciò che è successo nelle scuole indicate provo vergogna d’essere nato qua ma una vergogna non da poco per il resto che dire? va tutto da se!!!

  5. Paola Farneti ha detto:

    Semplicemente grazie, ho respirato, metaforicamente, per pochi minuti, leggendo le sue parole, l’aria pulita che vorrei sempre poter respirare.

  6. Renata Alibrandi Parisi ha detto:

    Grazie per questa lettera che riscalda il cuore di una “quasi vecchia” maestra da sempre sulle barricate per una scuola pubblica di qualità che fornisca le stesse opportunità a tutti i bambini e le bambine. Grazie perchè di questi tempi ci si sente soli o in pochi di fronte al dilagare della volgarità, dell’ignoranza, della prepotenza ma non si vuole cedere e non si cederà.Semplicemente grazie perchè Lei, signor sindaco, e tanti come lei mi rendono ancora orgogliosa di essere italiana.

  7. Viviana Antonucci ha detto:

    Buona sera Sig. Finiguerra, ho letto con attenzione ciò che Lei ha scritto e La ringrazio per questa denuncia. Indipendentemente dalla mia fede politica credo che ci che Lei ha riportato sia da denunciare a viva voce.
    Le chiedo: i genitori di queste scuole, gli insegnanti, i politici perchè non hanno denunciato; perchè, secondo lei i nostri bravi giornalisti arrivano a scovare tutti i gossip (vergognosi e sicuramente non interessanti) e non arrivano a scoprire e denunciare queste tristi realtà. Cosa è stato fatto di concreto?
    Non sono daccordo con Lei riguardo ad un’Italia xenofoba, razzista e quant’altro; ho eseperienza personale diretta ed indiretta di atteggiamenti, anzi modo di vita, da parte di extracomunitari che normalmente delinquono, vengono arrestati e poi sono di nuovo fuori a beffeggiare al bar il carabiniere che li ha arrestati mettendo a rischio la propria firma. Sono normalmente gli stessi che maltrattano i propri connazionali, li fanno arrivare in Italia, clandestinamente, e li sfruttano in vario modo; Lei ed altri lo sanno bene.
    Ci sono quartieri ormai sotto scacco di extracomunitari che non rappresentato il fior fiore della moralità e del rispetto civile; italiani che subiscono questa realtà.
    Conosco extracomunitari industriosi, cortesi, rispettosi degli altri.
    Prego Lei, egregio sindaco, e tutti a riflettere un pò di più, come in questa mia ho cercato di fare io, e dare un giudizio più obiettivo riguardo il modo italiano di accogliere gli altri popoli.
    Io sto dalla parte di tutti i fratelli e le sorelle che rispettano gli altri, senza alcuna distinzione di razza, religione, credo politico e mi creda se si guarda attorno un pò di più troverà tanti bambini, donne e uomini italiani che sono bistrattati, umiliati e abbandonati ma non so il perchè nessuno ne parla mai.
    La saluto cordialmente

  8. […] un’Altra Italia esiste […]

  9. N.E. ha detto:

    Bellissima lettera, mi consenta però di dissentire … quei bambini lasciati a piedi o a pane ed acqua che lezione hanno ricevuto quando è saltato fuori il solito “pantalone” che ha scucito in vece loro?

    “spreca, fai il furbo, tanto il fesso che paga c’è sempre” … ecco, forse prima di dare lezioni di tolleranza era il caso di dare lezioni di correttezza, tolti i veri bisognosi, le famiglie con il debito nel cassetto ma la TV da 50′ e la macchina sempre nuova.

    Non mi sembra che il provvedimento sia stato rivolto contro i soli bambini extracomunitari … se è razzismo è contro i furbi e va bene così.

  10. cinasky ha detto:

    il miglior comando è l’esempio cari signori… e i bambini si DEVONO lasciar fuori da queste menate paranoiche e miserabili.
    certo che la propaganda da i frutti migliori in un terreno fertile di ignoranza. allora facciamo i conti della serva: quanto costa un pasto in mensa? quanti ci guadagnano sugli appalti, soprattutto se pubblici? bene! allora se volete nascondetevi dietro ai pretesti presunti (furbizie, correttezza, falsa morale, etc.) confortati dalle vostre trasmissioni spazzatura fate pure e la domenica andate a messa a fare la comunione (almeno così siete in pace con l’universo). io penso invece che non me ne frega un cazzo di offrire un pasto ad un bambino e che gli sprechi vadano combattuti altrove. tolleranza e uguaglianza sono valori del vostro signore gesù cristo altro che razzismo strisciante e falso moralista. VERGOGNATEVI!!! siete la feccia di questo paese alla deriva. buona giornata a tutti

  11. Beatrice ha detto:

    Io sono felice di vedere che ci sono persone col cuore, e che queste ricoprono una carica pubblica, fa onore agli elettori e a lei. Siamo razzisti ma ricordatevi che siamo sempre a sud di qualcuno e che il mondo gira e come dice il sindaco provate ad immaginare i vostri figli a posto di quelli stranieri e poi ditemi cosa si può provare. Levare il mangiare a un bimbo è una cosa indegna qualsiasi sia la colpa dei genitori (e magari non hanno nemmeno una colpa, se non quella di non essere nati in un paese ricco). Gli incivili siamo noi!

  12. gian ha detto:

    Grande lettera,

    e mi spiace che ci sia ancora chi non capisce (come NE sopra) che, anche ammettendo una colpa da parte dei genitori, (cosa di cui peraltro dubito, data la situazione di crisi nella quale tutti ci troviamo), punire i bambini e’ da nazisti… anzi, no, perche’ i nazisti in realta’ avevano un senso (malato e demenziale) della giustizia, punire i figli e’ solo da “persone che non sono in grado di capire i rapporti tra causa ed effetto” e quindi totalmente inadatti al governo, maggioranze o non maggioranze che li hanno votati.

    Ci vorrebbe un esame attitudinale anche per il mestiere di amministratore, esattamente come per tutte le professioni.

  13. Stefania ha detto:

    Grazie per la sua bellissima lettera. Sono sinceramente invidiosa dei suoi concittadini che hanno la fortuna di avere un sindaco con questa linea di pensiero, semplice e assolutamente alla base di ogni individuo che si possa definire umano.
    Sono le idee che dovrebbero avere tutti e che purtroppo a volte sono oscurate da interessi, egoismo, razzismo, superbia, arroganza.
    E’ inconcepibile che ci possa essere qualcuno, che con totale indifferenza e in nome di non so quale diritto, costringa dei bambini a sentirsi umiliati e diversi privandoli di quei bisogni che invece sono concessi ai loro compagni. Non posso neanche immaginare la vergogna di un bambino lasciato con il piatto mezzo vuoto davanti con la piena consapevolezza che il motivo è la disagiatezza che vive la sua famiglia.
    Invece di spronare le coscienze alla solidarietà e alla sensibilizzazione visto che si sta parlando di BAMBINI e di un problema che potrebbe coinvolgere tutti indipendentemente dalla nazionalità, lingua o religione; ci tocca sentire comizi e discorsi dall’alto di un piedistallo che sfacciatemante e pubblicamente colpevolizzano le famiglie in questione di incapacità di provvedere economicamente a loro stessi.
    Io mi chiedo se questi “politici” abbiano figli, e nel caso quali valori siano in grado di trasmettergli, e auguro agli stessi di non dover mai passare momenti di dificoltà per non doversi trovare in balia di “benpensanti” che li lasceranno sicuramente nel loro disagio levandogli ogni speranza e ogni dignità.
    Stefania da Roma

  14. Umbertina Groppo ha detto:

    Grazie caro Sindaco. grazie per stare anche Lei dalla parte del buonsenso e della giustizia

  15. maria paola cicero ha detto:

    ciao sn paola e ho 11 anni. vengo da catania e volevo dire che è anche bello che altre persone diverse per la nazionalità da noi ci dicano le loro idee e così magari sapremo un pò di piu di loro e ci potra magari piacere!!!!! ciaoooooo

  16. admin ha detto:

    Ciao Paola,
    hai proprio ragione!
    Se fossero i bambini a governare il mondo saremmo tutti più felici e sereni!
    Grazie per il tuo bellissimo commento!

  17. luca, viggiù ha detto:

    Non ti conoscevo, per caso sono arrivato sul tuo sito, e ci tengo a dirti questo:
    Grazie, caro sindaco Domenico, per quello che sei e quello che fai.
    Grazie a nome di tutti coloro che soffrono nel vedere questo Paese e la sua gente – ogni giorno
    di più – massacrati, brutalizzati, violentati, umiliati in ciò che l’uno e gli altri hanno di
    migliore, di più autentico, di più elevato: la speranza, e la capacità di darle corpo, forma e
    sostanza.
    Grazie per essere, coraggiosamente, fra coloro che mantengono in vita (e ci aiutano a riscoprire)
    un modo di vedere e di agire che ormai si riteneva perso per sempre: quello – semplicemente – giusto.
    Grazie insomma per essere, in questo momento buio in cui viene così facile maledire l’oscurità,
    di quelli che invece accendono un lume.
    Grazie a te, ai tuoi cittadini, ai tuoi collaboratori, alla tua famiglia: continuate a crederci,
    e, grazie a voi, noi impareremo di nuovo a sperare.

  18. Michele Dotti ha detto:

    Caro Domenico,

    sono orgoglioso di poterti considerare un amico!

    Mai in vita mia ho condiviso delle parole in modo più profondo di quanto io ora senta di condividere queste che tu hai scritto in modo così forte, sincero e toccante.

    Spetta a noi dare voce a tutta quest’altra Italia!!!

    Un abbraccio grande,

    Michele

  19. alfredo ha detto:

    grande uomo!

  20. Andrea Barison ha detto:

    Grazie Domenico
    Se un modello e una speranza per questo Paese…
    Andrea di Paderno Dugnano (MI)

  21. Emanuela Abadie ha detto:

    “Siamo tutti abitanti della terra! Dimostriamo di non essere tutti gretti avidi egoisti come Bossi o Castelli, e di non vivere nella paura dell’altro!!! facciamo tutti parte della stessa umanità, offriamoci di ospitare nelle nostre case, se abbiamo lo spazio, questi profughi, quelli che scappano dalla guerra e anche quelli che scappano dalla miseria. In Italia ci sono molte più case che abitanti… cosa aspettiamo?”
    Egregio Domenico, sono felice di sapere che esistono ancora persone come lei che vengono eletti dai cittadini per amministrare virtuosamente dei luoghi fisici, reali e non solo virtuali. Spero che si possa far partire una campagna di solidarietà e accoglienza che offra un aiuto concreto alle PERSONE che stanno approdando sulle nostre coste spinte anche dai bombardamenti a cui abbiamo così volentieri partecipato. Grazie e i miei auguri per un Buon Cammino.
    Manù

  22. Luca Graziani ha detto:

    Salve. Mi sono commosso leggendo la sua bella lettera. Il nostro Paese ha bisogno di amministratori come lei che sappiano capire quando (e quanto) ci sia bisogno di interrogarsi su dove le azioni di tutta l’attuale classe politica ci stiano portando. Il continuo distogliere l’attenzione dalle questioni veramente importanti, di cui quelle da lei citate non sono che una piccola parte, sta progressivamente impoverendo culturalmente la Nazione. Io sono con lei e con tutti quegli amministratori della cosa pubblica che, come lei, si stanno battendo per evitare che le cose continuino cosi’ e che chiedono a gran voce un cambiamento deciso nella gestione di questo tartassato Paese.

  23. Massimo ha detto:

    Buon giorno,
    l’ho conosciuta per la sua idea di bloccare la costruzione di nuove case e ristrutturare le esistenti, da allora la seguo con più attenzione perché vedo in lei una persona umana con un cuore e soprattutto che pensa al bene dei nostri figli.
    Consolino Massimo. (CT).

  24. Fernando Cagnacci ha detto:

    Quanto è attuale questa tua lettera alla luce di ciò che sta accadendo nel Nord Africa e all’ondata xenofoba che sta attraversando questo nostro povero paese e l’Europa tutta!
    Quanto stridono queste tue parole di accoglienza e fratellanza se confrontate con quelle provenienti da rappresentanti delle istituzioni, che siedono su scranni molto più autorevoli, ma che non hanno neanche un briciolo della tua autorevolezza. Un caro saluto.

    Nando

  25. gigino ha detto:

    domenico io sono tuo fans perchè sei l’unico sul territorio che rispetti il verde.oggi ho letto questa tua missiva è grande ,è bella, ma ha un difetto non si fa sentire perchè molte anzi tutti fanno finta di non averla letta.quello che tu hai scritto oggi io l’ho vissuto in prima persona a torino e in svizzera.a torino non si affittano case ai meridionali oppure vicino alle porte dei bar vietato l’ingresso ai meridionali.riesco a capire come hai scritto questa missiva ,ti apprezzo sempre di più io dico il mondo è di tutti noi allora lasciamo vivere tutti come sarebbe bello un mondo senza guerre.ciao

  26. Silvia ha detto:

    Meno male che Domenico c’è!
    Finchè esisteranno persone come te, per l’Italia c’è speranza. In bocca al lupo per la tua carriera e arrivederci presto ad Abbiategrasso.

  27. […] un’Altra Italia esiste […]

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