fame

“Papaaà!!?? questa minestra non mi piace. Sa di verdura”. “Ecco amore mio, mangia un bel danito. Buono eh!?”.

Secondo il rapporto annuale della FAO, ogni giorno più di 1 miliardo di persone vanno a dormire senza aver mangiato. Centomilioni in più dell’ano scorso. Duecentocinquanta milioni in più del 1996, quando si svolse il Vertice Mondiale dell’Alimentazione. Allora i leader mondiali (si definisce leader colui che conduce, che guida…) presero un impegno: dimezzare entro il 2015 il numero di affamati. Non male. Ottimo. E’ cresciuto di oltre il 20%.

“Mamma, questa bistecca è dura. Ma da dove arriva, dall’Africa?”. “Mangia, che laggiù i bambini non hanno niente da mangiare. Sai come se la divorerebbero!?

La situazione è peggiorata. La fame acuta, che si verifica specialmente durante le carestie o i disastri naturali causa la morte di 16.000 bambini ogni giorno. La fame cronica affligge il 90% degli affamati. I suoi sintomi sono il rachitismo o il sottopeso, la causa è la mancanza di sufficiente quantità e qualità di cibo.

“Oh che bel bambino. Quanto pesa?! Sette chili. Solo sei mesi? Caspita. E complimenti!”

Ogni anno diciassette milioni di bambini nascono sottopeso. E questa è l’unica eredità che ricevono dalle loro madri, anche loro povere e sottonutrite. Vi è poi la cosiddetta fame nascosta o malnutrizione dovuta alla mancanza di vitamine o minerali, che colpisce oltre 2 miliardi di persone. La malnutrizione, nel lungo periodo, provoca problemi di salute molto gravi.

“No, io mi sono fatto un bel giardino. Sai, l’orto non fa per me. Preferisco comprare tutto al supermercato. Bell’e pulito”.

Soffrire la fame vuol dire avere difficoltà di crescita, non poter vivere dignitosamente, subire ritardi mentali e impedimenti fisici. La fame blocca la produttività e lo sviluppo degli individui e delle società. Sette persone affamate su dieci vivono nelle aree rurali dove accesso alla terra, acqua, fertilizzanti e sementi sono insufficienti. La situazione è aggravata dalla privatizzazione delle terre, da inique pratiche di eredità che discriminano le donne, da scorrette regole di mercato, da sussidi ed esportazione a basso costo che causano un indebolimento dell’agricoltura locale. Purtroppo, però, manca un sistema in grado di spingere i governi all’adempimento dei loro obblighi di rispetto, protezione e realizzazione del diritto al cibo.

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