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8 Responses so far.

  1. sara ha detto:

    Buongiorno, ho saputo del Suo lavoro leggendo il numero di luglio della rivista AL (architetti lombardi). In questo periodo, nel mio comune siamo stati chiamati a partecipare alla redazione del PGT. Ho subito cercato materiale in rete, perchè mi piacerebbe che anche il mio comune adottasse il criterio della decrescita felice.
    Le faccio i miei complimenti per il grande lavoro fatto a Cassinetta di Lugagnano, e soprattutto nella lotta all’abiezione purtroppo diffusissima nel nostro territorio.
    Speriamo che le ammistrazioni adottino sempre di più la vostra strategia!

  2. Maena ha detto:

    Salve Domenico. Ho visto il tg oggi e la notizia delle sue iniziative mi ha colpita positivamente. Tanto da farmi accendere il pc per conoscerla meglio, apprezzo e condivido l’iniziativa che vieta l’ulteriore cementificazione soprattutto se selvaggia. Anche qui da noi, c’è una piccola battaglia che ha radici profondissime sulla destinazione d’uso di una delle spiagge più pittoresche del Cilento…Trentova, la baia di Agropoli. Con Legambiente abbiamo provato a fermare ed ostacolarei cattivi intenzionati…ma sindaco e regione non sono delle stesse ns idee…la invito a venirci a trovare, magari potremmo trovare maggiore forza ed argomenti per dire no…Trentova (e territorio limitrofo, adiacente ai confini del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano) non si tocca…Bè, rivoluzioni a parte, ancora complimenti.

  3. Cesare ha detto:

    Caro Sindaco, sono rimasto talmente colpito dalla sua coraggiosa scelta della “crescita zero”, al punto che in tutte le occasioni in cui mi trovo a parlare con Amministratori non manco mai di citarla come esempio.
    Come è facilmente immaginabile, in un contesto in cui il “mattone” (e tutti gli indotti) è considerato l’unica importante forma di reddito, quella, per intenderci, che ti permette di avere 2 o 3 automobili di grossa cilindrata e le “migliori” vacanze più volte all’anno, anche l’Amministratore disposto a percorrere nuove strade si trova di fronte il grosso punto interrogativo del cosa proporre come alternativa, sia in termini di occupazione, ma anche e soprattutto in termini di bilancio comunale.
    Che sia una “scusa” per non pestare i piedi ai “palazzinari” o che sia la realtà, la ricerca di valide alternative è l’obiettivo primario, perchè allora non ci sono più scuse, e per arrivare a questo un modo è seguirla nel suo percorso, che immagino spesso in salita.

    Speriamo di veder aumentare il numero dei Sindaci disposti a seguire le sue orme.

  4. lucahy ha detto:

    gentile sindaco, le faccio i complimenti per essere riuscito ad attuare il programma della sua campagna elettorale.
    vivo a casorate primo (Pv) (distante una 20ina di km da cassinetta) che forse conoscerà per la grande avanzata di cemento, residenziale ed artigianale, che sta intraprendendo da qualche anno a questa parte.

    ho preso contatti con l’ assessore all’ urbanistica ma l’ unica strada per far quadrare i bilanci comunali sembra essere unicamente quella delle concessioni edilizie.. non c’è nessuna voglia di cercar altre alternative e alla mia idea di prendere come modello la sua politica ed eventualmente aumentare un pò le tasse a chi problemi non ne ha, previamente informato sulla buon causa, mi e stato risposto: “ma stiamo scherzando?? chi li sente quei poveri artigiani ed imprenditori se gli aumentiamo le tasse?”..

    ho contattato pure legambiente di pavia che sta praticando un ricorso al tar per un PII alquanto irregolare.. purtroppo a loro mancano i fondi per poter contestare con più forza la speculazione edilizia di casorate.

    forse gentile sindaco, potrebbe darci una mano lei.. l’ unione fa la forza e magari prendere contatto con la nostra amministrazione ed introdurla verso un progetto comune a tutte le amministrazioni di questa fetta di territorio padano che abbia come primaria importanza la lotta contro la cementificazione selvaggia, la ricerca di fondi alternativi per le casse comunali coadiuvata dal contributo dei cittadini che se debitamente informati potrebbero capire maggiormente e venire incontro con meno problemi.

    sogno una pianura padana che faccia dell’ agricoltura la fonte primaria di redditto sfamando la polazione locale, evitando l’ importazione di prodotti esteri ed esportando le nostre essenze di qualità superiore in tutto il mondo, che valorizzi maggiormente il verde naturale esistente, che preferisca il trasporto su rotaie e non su gomma ed incentivi gli spostamenti ciclabili e che se proprio fosse necessario costruire lo si faccia in modo sostenibile privilegiando gli interventi sul costruito e aumentando la dotazione di servizi pubblici.

    spero di ricevere un aiuto in merito
    saluti

  5. Danilo D'Antonio ha detto:

    .

    In merito all’incessante avanzata del cemento, si consideri che questo è soltanto il sintomo in superficie. L’origine del fenomeno è l’ipercrescita demografica innanzitutto interna (l’Italia è stata tra i primi Paesi a sovrapopolare) e poi globale.

    Intervenire con uno stop sul sintomo, non solo non servirà a nulla ma peggiorerà ancora di più le cose. Anche fermando il nostro avanzare cementifero, non fermeremo quello dei popoli che divenuti economicamente superiori al nostro acquisiranno facilmente le nostre proprietà ed attività economiche e ne faranno ciò che vorranno.

    Dire “stop” senza curarsi minimamente delle diverse importanti questioni sottese al territorio è cosa irresponsabile e pure destinata al fallimento. Si consideri che, se la Collettività intende difendere il paesaggio, oggi, con l’avvento di Internet e della partecipazione democratica, ha da iniziare a comportarsi civilmente, correttamente. Piuttosto che spadroneggiare sui terreni altrui, con gli statali che fanno da “bravacci”, le Amministrazioni sono tenute a comprare quelli in vendita senza espropriarli, bensì in un democratico confronto con il resto della popolazione.

    Le Amministrazioni sono anche tenute a distinguere i minimi interventi degli esseri umani sulla loro terra, loro necessari per vivere, da quelli sempre oltremodo invasivi di Enti ed Imprese.

    Oggi non è più tempo di interventi superficiali. Oggi, col confronto democratico, questo approccio immaturo può forse godere di un successo immediato, vista la generale decadenza culturale, ma è destinato in capo a poco tempo a ben altro esito.

    Danilo D’Antonio

    .

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