• #STOPTTIP

    #STOPTTIP
    Il TTIP è un trattato internazionale per il commercio e gli investimenti molto particolare, perché non ha come obiettivo l’abbattimento dei dazi. Perché questi sono già quasi nulli per più del 90% dei prodotti.
    Ciò a cui i promotori puntano veramente sono le normative ambientali e sociali, considerate come un intralcio al libero commercio e agli investimenti.
    Intralci. Ovvero standard e normative su primari come la sicurezza dei cibi, dell’ambiente, dei luoghi di lavoro, della chimica, i contratti di lavoro.
    Se il TTIP dovesse passare, questi intralci verrebbero rimossi. Sacrificati sull’altare del mercato. Per sperare un incremento zerovirgola del Pil. In realtà per accrescere i profitti dei soliti pochi a danno dei soliti molti.
    Ci dicono che il trattato serve per migliorare. Certo.
    Come è migliorato il mondo negli ultimi 25 anni di turboliberismo?
    62 (Sessantadue) super ricchi detengono tanta ricchezza quanto i 3 miliardi e mezzo di persone più povere. Ecco la famosa mano invisibile del liberismo.
    Ha prodotto precarietà, diritti alla salute e alla dignità sacrificati per aumentare la competività (ovvero scivolare sempre più in basso per essere più competitivi sul mercato globale), disastro ecologico,
    sfruttamento compulsivo delle risorse.
    Dire oggi #STOPTTIP equivale a contestare un modello di sviluppo decotto che sta già collassando sopra i soliti poveri cristi.
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