GREEN ECONOMY?

La battaglia contro il consumo di territorio e la lotta per la tutela del paesaggio non devono fare i conti solo con gru, cemento e betoniere.

La copertura di colline meravigliose e di fertili pianure con lenzuolate di silicio e la violenza a splendidi crinali ventosi con imponenti torri eoliche sono ancora più insidiose, perché vendute all’opinione pubblica come interventi virtuosi.
Nella maggior parte dei casi, invece, sono puro business.

Stop al Consumo di Territorio nel 2011 lanciava l’allarme e proponeva una vera e propria campagna Sì al fotovoltaico, ma non su terreni liberi, denunciando gli effetti perversi negli incentivi ai grandi impianti per la produzione di energie alternative.

Oggi sono decine i comitati in tutto il paese che lottano contro la contraddizione: “produciamo energia pulita ma intanto deturpiamo il paesaggio e occupiamo terreni fertili”. Dal Salento al Piemonte, dal Molise alle Marche, dalla Campania alla Basilicata, dalle coste Sarde a quelle Siciliane.

Sarebbe ora di dire chiaramente che, seppur venduta come via di uscita dalla crisi, la cosiddetta “green economy” sta violando sistematicamente, senza alcun controllo o pianificazione pubblica che faccia da argine, l’art. 9, c. 2, della Costituzione: La Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della nazione.

Anche se suona molto bene alle orecchie di cittadini preparati ad accogliere l’ossimoro dello sviluppo sostenibile, la green economy sta deteriorando la bellezza del nostro territorio e sta rubando l’anima a molti agricoltori, che sempre più spesso sradicano ulivi secolari in cambio di royalties più o meno remunerative.

Gli investimenti nelle energie rinnovabili, grazie alla foglia di fico dello pseudoambientalismo, non possono essere realizzati ai danni di risorse preziose e non rinnovabili: i nostri paesaggi (baciati da secoli di storia e descritti da scrittori, pittori e poeti) e la nostra terra agricola (una delle più fertili del pianeta).

Gli investimenti nelle energie rinnovabili dovrebbero essere concentrati in piccoli interventi, diffusi, utilizzando i milioni di mq di tetti assolati. Ma soprattutto dovrebbero lasciare spazio ad interventi che promuovano la migliore delle energie: quella non consumata…

 

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5 Responses so far.

  1. Paola ha detto:

    Addentrandoci nei vari aspetti delle cosiddette “energie pulite” ci si rende conto di quanti errori e quante sottovalutazioni sono stati fatti in nome di queste energie rinnovabili o meno. Troppi incentivi, pochi controlli, impianti in zone poco ventose che non giustificano gli scempi ambientali fatti, impianto fotovoltaici su terreni agricoli che hanno portato l’Italia ad una soglia di non autosufficienza nel settore alimentare. I troppi soldi dati in mano a speculatori di ogni sorta hanno portato anche fenomeni di corruzione e compravendita di autorizzazioni a costruire e di concessioni.

  2. […] dal Molise alle Marche, dalla Campania alla Basilicata, dalle coste Sarde a quelle Siciliane. Cliccate qui per continuare a leggere Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. Questa voce è stata […]

  3. flavio ha detto:

    SALVE,volevo dire che condivido in pieno la vostra linea.
    Purtroppo qui in Puglia siamo in pochi ha lottare per questi principi,assediati dai messaggi mediatici che le energie alternative sono tutte belle e zero impatto,abbiamo un governatore che ne ha fatto la sua bandiera,tutti mettono la testa sotto la sabbia,per non vedere ciò che vedono.
    Pochi sanno delle conseguenze della costruzione di sito industriale vicino alle case abitate,chi lo sà minimizza ho addirittura nega per suo interesse ho delle lobby eoliche,conseguenza è il disastro che vedete nella foto,che purtropo e ancora inferiore alla realtà ,visto che si continuano a costruire mega siti eolici di torri alte 13/150m da 2/3MW anche vicino alle case abitate con la complicità delle istituzioni sia locali che regionali…

  4. Domenico Finiguerra ha detto:

    Caro Flavio, conosco bene la situazione nel Salento. Esistono però gruppi combattivi…
    http://www.nuovamessapia.it/
    Un caro saluto
    domenico

  5. flavio ha detto:

    RISPONDO a DOMENICO anche se in ritardo.
    MI riferivo in particolare alla Daunia ,dove abito,ed al sub appenninodauno dove e ritratta la foto,vedi quella foto deve purtroppo essere aggiornata ,al momento stanno costruendo altre 13 torri alte più di 130m da 3MW ,alcune vicino a case a meno di 400 m… nell’indifferenza ed ignoranza totale ,altro che art. 9 della costituzione che ieri sera ha ben rappresentato ROBERTO BENIGNI…

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