Pdl, Pd e Pisapia…

Non è un fulmine a ciel sereno.

Il PD che vota con il PDL l’ennesimo stralcio dal Parco Agricolo Sud Milano di 100 mila mq, per dare il via libera all’ennesima colata di cemento, non è un fulmime a ciel sereno.

È solo l’ultima azione comune e molto concreta del partito del cemento che governa Milano, la Lombardia e l’Italia da diversi decenni.

Autostrade, logistica, centri commerciali, villette, capannoni. Un programma politico molto chiaro e portato avanti con una determinazione impressionante.

Nessuna differenza. Nessun distinguo tra i due partiti che oggi esprimono la maggiore rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali.

I colori dei sedicenti progressisti si mischiano senza problemi od imbarazzo a quelli dei sedicenti liberisti. Ed il risultato è un bel grigio calcestruzzo…

PD e PDL, in materia urbanistica ed ambientale, hanno lo stesso programma politico e la stessa cultura.

Non è grillismo. È realtà. A poco servono le feste de l’Unità e i convegni con esperti del settore agricolo o della cosiddetta green economy. A poco servono le dichiarazioni di ecodem, greendem, naturedem. Il Partito Democratico, a tutti gli effetti, non è un partito su cui fare affidamento se si vuole tutelare la terra, il paesaggio, la biodiversità.

Ma il caso del Parco Sud lascia in molti un po’ d’amaro in bocca.

Perché anche questa volta (era già successo in occasione del parere dei sindaci al Piano Territoriale della Provincia di Milano) ad allinearsi a PD e PDL c’era anche la Giunta Pisapia.

 

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3 Responses so far.

  1. gabriella pizzala ha detto:

    A Besate il 22 giugno c’è stato un partecipato incontro sul consumo di suolo, organizzato dal locale comitato del Forum “Salviamo il paesaggio”. Ho denunciato l’ennesimo scempio in arrivo nella zona sud Milano: l’arrivo di una mega-logistica (ma quante ne servono, in un Paese in recessione?) da 250.000 mq, a Trivolzio. Questo paesino è tristemente noto per aver dissipato il proprio territorio agricolo in pochi anni, divorandolo con lottizzazioni e zone industriali, e raddoppiando i suoi abitanti. Ora arriva questo “mostro”, che sarà ospitato in capannoni alti 12 mt e mezzo: un’enormità. Il tutto su terreni agricoli vergini, sacrificati sull’altare della speculazione. Sì, perchè – come spesso accade – queste logistiche arrivano, distruggono e se ne vanno nel giro di pochi anni. E noi avremo perso altro suolo: un bene comune, che andrebbe difeso con i denti. Mobilitiamoci !!!!

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