BASTA CEMENTO NEL PARCO SUD

Non seminiamo altro cemento

nel Parco Agricolo Sud Milano

Lunedì 16 gennaio, dalle ore 9.30, un presidio si posizionerà davanti alla sede della Provincia di Milano. Promossa dall’Associazione per il Parco Sud Milano, l’iniziativa ha avuto l’adesione delle grandi associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Lac, Legambiente, Wwf), dei soggetti per un’economia solidale (Desr Parco Agricolo Sud Milano, Tavolo Finanza Etica e MAG2), degli agricoltori e delle tante realtà locali che tutelano e valorizzano i propri territori.

Saranno lì per confrontarsi e sensibilizzare i 61 sindaci del Parco, convocati per deliberare la cancellazione di 55mila mq di aree agricole nel comune di Rosate, da destinare ad attività produttive, e per discutere su un analogo progetto a Vignate (che interessa ben 99mila mq di terreni agricoli).

Ma non solo. Il terzo punto in discussione riguarderà la variante generale del Piano territoriale di coordinamento (PTC), lo strumento urbanistico cardine del Parco, la cui variazione può esplicare effetti ben più vasti e di devastante portata.

Terreni agricoli ad alto interesse

Nella gran parte della provincia milanese è ancora fiorente l’agricoltura, grazie alla fertilità del suolo e alla ricca disponibilità di acque. Questa attività soffre tuttavia della prossimità della metropoli, o meglio dei fortissimi interessi immobiliari che essa genera. Per tutelare il territorio, nella metà degli anni Ottanta gli ambientalisti locali concepirono e promossero la realizzazione di una area protetta: dopo un iter travagliato e una grande tenacia nell’aprile ’90 si arrivò, con l’approvazione della legge regionale 24/90, alla istituzione del Parco Agricolo Sud Milano, esteso su 47mila ettari e che comprende la gran parte delle aree verdi di Milano e di altri 61 comuni.

Si tratta di un parco di cintura metropolitana, che da respiro all’area metropolitana più inquinata d’Europa e al tempo stesso tutela e valorizza grandi e piccoli gioielli dell’architettura rurale, nonché aree naturali ricche di biodiversità.

Ma è anche un parco agricolo, orientato alla salvaguardia del suolo, del paesaggio della pianura irrigua, dove ancora oggi operano diverse centinaia di aziende agricole, orientate in maniera crescente al concetto di agricoltura di servizio (km zero, agriturismo, prodotti tipici).

A oltre vent’anni dalla sua creazione, il Parco Agricolo Sud Milano è tuttora in gran parte sulla carta, privo di importanti piani di settore, come quello della fruizione, e continuamente sottoposto a pressioni edificatorie e a devastanti progetti di infrastrutture, ultima in ordine di tempo la Tangenziale Est Esterna (Tem): una striscia d’asfalto di 32 km larga 8 corsie, che taglierà e metterà in crisi tante aziende agricole, andando a “rompere” l’armonioso paesaggio di campi e cascine dell’est Milano. Ambientalisti e agricoltori non si sono ancora arresi e valutano ulteriori vie per non far avviare lo scempio.

Perché esserci

Tornando al presidio, si cercherà un momento di confronto e di sensibilizzazione con i Sindaci, ai quali si chiederà un approccio meno succube rispetto ai progetti, più o meno legittimi, posti alla loro attenzione: se non si pone un argine, questa assemblea attiverà una ondata di nuovi progetti che andranno a cancellare ulteriori attività agricole in ampie aree del Parco. E la variante generale del PTC avviata da questa Amministrazione Provinciale rischia di essere lo strumento per cancellare ulteriori aree agricole, togliendole dal Parco o abbassando i livelli di tutela.

Per dialogare c’è bisogno di tempo, di comprensione e anche di un adeguato rapporto di forza.

La presenza di tante persone sarà il giusto modo di essere convincenti! E per far comprendere che Salviamo il paesaggio non è più solo uno slogan.

facebook comments:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *