FABRIZIO TASSI, “È ARRIVATO IL MOMENTO, L’OCCASIONE CHE ASPETTAVAMO”

E’ arrivato il momento. L’occasione che aspettavamo. Le elezioni che cambieranno la città.

Io ci credo. Contagiato dall’entusiasmo di tutti quelli che si stanno mobilitando in questi giorni, da quando è nata la possibilità di elaborare un progetto-programma davvero alternativo, nuovo, ambizioso.

Qualcosa capace di risvegliare Abbiategrasso dal suo torpore.

Di convincere gli abbiatensi che il nostro patrimonio (ambientale, culturale, sociale) vale più di cento palazzine e dieci strade, e può portare anche posti di lavoro oltre che qualità della vita.

Che basterebbe fare una vera, radicale lotta agli sprechi (sì, ci sono anche da noi) per risparmiare soldi da investire nelle piccole e grandi cose di cui ha bisogno questa città.

Che Abbiategrasso, con le sue associazioni, le sue professionalità, i suoi giovani creativi, può diventare addirittura un modello, un luogo in cui si investe in cultura e innovazione, e in cui i cittadini hanno la possibilità di far sentire la propria voce in ogni momento, perché in giunta e in consiglio comunale ci sono loro, non i rappresentanti di quel che resta dei partiti, e sono loro, siamo noi, a elaborare il progetto di cambiamento (che è fatto anche di tutte quelle cose molto concrete che di solito la politica tende snobisticamente a minimizzare).

Non si tratta più, semplicemente, di scegliere tra centrodestra o centrosinistra come fossero una questione di fede, una squadra per cui fare il tifo, una volta ogni cinque anni, salvo poi starsene in tribuna a maledire l’immobilismo, la mancanza di coraggio e fantasia della nostra classe dirigente;

non si tratta di spostare qualche capitolo di bilancio e poi sperare nella buona sorte, che ci porti fantomatici investitori o nuovi insediamenti produttivi (?), magari accompagnati dall’immancabile salvifica colata di cemento, che arricchisce i soliti noti e solo loro (col ricatto degli oneri di urbanizzazione, con la scusa che “fanno tutti così”: che incredibile equivoco chiamare tutto questo “sviluppo”!).

non si tratta di affidarsi a una “brava persona” che si limiterà ad amministrare l’esistente, più o meno bene, mediando ogni volta tra le forze che lo hanno scelto (ognuna col suo leader e i suoi diktat), lasciando tutto così com’è, perché i partiti, i gruppi che lo sostengono, non possono toccare le rendite di posizione e non sanno immaginare un altro modo di fare politica oltre a quello che li guida da 10, 20, 30 anni.

Per guidare questo processo di cambiamento c’è bisogno di persone indipendenti, oneste, competenti, senza padrini e senza tutori. Ma anche visionari e sognatori, con un’idea forte di città e una sincera passione per la difesa dell’ambiente, capaci di elaborare proposte creative, consapevoli che il “sociale” non è solo un problema, una questione di emergenze, ma qualcosa su cui investire per far crescere la città (l’imprenditoria sociale), convinti che il lavoro debba tornare al centro del discorso politico (la lotta al precariato si può fare anche qui).

Per realizzare questo progetto abbiamo bisogno di un sindaco che sia un utopista concreto. Un idealista di buon senso. Qualcuno come Domenico Finiguerra, che ha già dimostrato di saper vedere più lontano degli altri, ma allo stesso tempo, come sindaco di Cassinetta (dove è stato eletto per due mandati con percentuali record, da gente di sinistra, di centro e di destra) ha saputo anche risolvere i problemi concreti della gente.

Finiguerra ha bisogno che le forze migliori della città lo aiutino in questo processo. Ambientalisti, riformisti, laici, cattolici, gente impegnata nell’associazionismo, cittadini che semplicemente vogliono vivere in una città migliore, vogliono un cinema-teatro comunale, treni in orario, scuole decenti, iniziative che tengano viva la città tutto l’anno, occasioni per far incontrare le culture e le tradizioni che convivono ormai da anni nella nostra città, per fare in modo che si sentano parte di uno stesso percorso (la sicurezza nasce dalla condivisione).

Io, come tanti altri, sono pronto a metterci la faccia, a investire il mio tempo, a offrire quello che so e quello che ho imparato facendo il mestiere del giornalista per 15 anni (anche) ad Abbiategrasso, e poi viaggiando (per lavoro) nelle diverse province italiane tra Comuni e scuole, associazioni e manifestazioni, scoprendo quante cose si possono inventare e organizzare per far crescere una comunità.

Non sarà una battaglia contro qualcuno. Personalmente ho molti amici nel centrosinistra, dove militano tante persone generose. Ho avuto modo di collaborare con amministratori e militanti di centrodestra che avevano una seria passione per la città. Ma ora non basta più la buona volontà: servono nuove idee e servono persone libere dai vecchi schemi, da un mondo e da una città che non esistono più. Bisogna voltare pagina e immaginare-costruire un nuovo modo di governare Abbiategrasso, fuori dai soliti compromessi al ribasso.

Ci vuole il contributo di tutti.

Io ci credo.

Fabrizio Tassi (cittadino abbiatense)

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