L’ACQUA, UN DIRITTO UMANO

Dopo più di 15 anni di dibattiti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato l’accesso all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani. L’Acqua, così, entra a pieno titolo tra i diritti fondamentali dell’uomo. Nel documento, presentato dalla Bolivia con il sostegno di altri 33 paesi, che proponeva di inserire nella Dichiarazione dei diritti umani l’accesso all’acquae passato con il voto a favore di 122 Paesi, si dice che “L’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità è un diritto dell’uomo”.

Secondo l’Onu ogni anno un milione e mezzo di bambini sotto i cinque anni muore per malattie legate alla carenza d’acqua o di strutture igieniche. 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. 2,6 miliardi vivono in condizioni igienico-sanitarie insufficienti.

Tutte le nazioni favorevoli? Nient’affatto. 41 astenute e fra loro gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito, l’Australia.

La risoluzione però non è vincolante. Ovvero si riconosce un diritto fondamentale ma non si obbligano i paesi a rispettarlo…

Comunque, è un passo avanti.

Quì sotto

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Assemblea Generale delle Nazioni Unite
Risoluzione A/64/L.63/Rev.
1 Sessantaquattresima sessione Ordine del giorno n. 48

Antigua and Barbuda, Bahrain, Bangladesh, Benin, Bolivia (Plurinational
State of), Burundi, Central African Republic, Congo, Cuba, Dominica,
Dominican Republic, Ecuador, El Salvador, Fiji, Georgia, Haiti, Madagascar, Mauritius, Nicaragua, Nigeria, Paraguay, Saint Lucia, Saint Vincent and the Grenadines, Samoa, Saudi Arabia, Serbia, Seychelles, Solomon Islands, Sri Lanka, Tuvalu, Uruguay, Vanuatu, Venezuela (Bolivarian Republic of) and Yemen

Il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base
L’Assemblea Generale,

Viste le sue risoluzioni:
54/175 del 17 dicembre 1999 sul diritto allo sviluppo,
55/196 del 20 dicembre 2000 che proclamava il 2003 come Anno Internazionale dell’Acqua,
58/217 del 23 dicembre 2003 che proclamava il Decennio internazionale per l’azione “Acqua per la vita” (2005-2015),
59/228 del 22 dicembre 2004,
61/192 del 20 dicembre 2006 che proclamava il 2008 Anno Internazionale dell’Igiene
64/198 del 21 dicembre 2009 riguardante la valutazione complessiva intermedia della realizzazione del Decennio internazionale per l’azione “Acqua per la vita”,
l’Agenda 21 di giugno 1992,
l’Agenda Habitat del 1996,
il Piano d’azione Mar del Plata del 1977 adottato dal Conferenza sull’Acqua delle Nazioni Unite,
la Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo di giugno 1992,
Richiamando anche:
la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo,
il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali,
il Patto internazionale sui diritti civili e politici,

la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale,
la convenzione relativa all’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne,
la Convenzione sui diritti del fanciullo,
la Convenzione sui diritti delle persone con Disabilità
la Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, del 12 agosto 1949,
Ricordando inoltre tutte le precedenti risoluzioni del Consiglio Dei Diritti Umani sul “diritto umano all’accesso all’acqua potabile sicura ed ai servizi igienico-sanitari”, comprese:
le risoluzioni del Consiglio n. 7/22 del 28 marzo 2008 e 12/8 del 1 Ottobre 2009 riguardanti il diritto umano all’acqua potabile sicura ed ai servizi igienici,
il Commento Generale n. 15 (2002) del Comitato sui diritti economici, sociali e culturali sul diritto all’acqua (articoli 11 e 12 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali),
il rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sulla portata e sul contenuto dei rilevanti obblighi connessi al diritto umano ad un accesso equo all’acqua potabile sicura ed ai servizi igienici, nell’ambito degli accordi internazionali sui diritti umani,
nonché la relazione dei periti indipendenti sulla questione dei doveri connessi al diritto umano di accedere all’acqua potabile sicura ed ai servizi igienici di base;

Profondamente preoccupata del fatto che circa 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e che più di 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi sanitari di base, ed allarmata perché circa 1,5 milioni di bambini sotto i 5 anni di età muoiono e 443 milioni di giornate scolastiche vengono perse ogni anno a seguito delle malattie connesse alla mancanza di acqua e di servizi igienico-sanitari;
Riconoscendo l’importanza di un’equa disponibilità di acqua potabile sicura e pulita e di servizi igienici come parte integrante della realizzazione di tutti i diritti umani; Ribadendo la responsabilità degli Stati nella promozione e protezione dei diritti umani che sono universali, indivisibili, interdipendenti ed interconnessi e devono essere trattati globalmente ed in modo equo ed affrontati tutti sullo stesso piano e con il medesimo impegno;

Tenendo presente l’impegno assunto dalla comunità internazionale per raggiungere appieno gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e sottolineando, in tale contesto, la volontà dei capi di Stato e di Governo, espressa nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone prive di accesso all’acqua potabile sicura, e di dimezzare la percentuale di persone senza accesso ai servizi igienici di base, come concordato nel Piano di Attuazione del Vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (“Piano di Attuazione di Johannesburg”):

1. Dichiara il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani;

2. Invita gli Stati e le organizzazioni internazionali a fornire risorse finanziarie, competenze e tecnologie, attraverso l’assistenza e la cooperazione internazionale in particolare verso i paesi in via di sviluppo, al fine di incrementare gli sforzi per fornire acqua potabile sicura, pulita, accessibile e disponibile e servizi igienico-sanitari per tutti;

3. Plaude alla decisione del Consiglio dei Diritti Umani di chiedere che i periti indipendenti esperti sulla questione degli obblighi connessi ai diritti umani in relazione all’accesso all’acqua potabile sicura ed ai servizi igienici presentino una relazione annuale all’Assemblea Generale e la spingano a continuare il proprio lavoro su tutti gli aspetti del suo mandato in accordo con tutte le specifiche agenzie delle Nazioni Unite, i fondi ed i programmi, affinchè il rapporto all’Assemblea, nella sua sessantaseiesima sessione, includa il tema delle principali sfide legate alla realizzazione del diritto umano all’acqua potabile sicura ed ai servizi igienici e la relativa incidenza sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

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One Response so far.

  1. Carmen Virdia ha detto:

    Basta con la privatizzazione dell’acqua come succede in italia col governo Berlusconi.
    L’acqua è un bene di tutti.

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