STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. L’ASSEMBLEA NAZIONALE. LA SECONDA

Il 24 gennaio 2009, partiva da Cassinetta di Lugagnano una bella e grande avventura. Nevicava. Eravamo oltre 300. Comitati, ambientalisti, urbanisti, associazioni, amministratori, contadini, cittadini. Tante belle facce. Pulite. Riunite per lanciare il sassolino nello stagno che cadendo diceva “STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO“.

Da quel giorno è iniziata una lunga serie di incontri sparsi in tutta Italia. Organizzati da cittadini, liste civiche, gruppi, partiti, che in modi e forme diverse si oppongono alla repellente crosta di asfalto e cemento che sta avvelenando l’Italia. Ci siamo incontrati, ci siamo incrociati, ci siamo scritti, ci siamo scambiati idee e opinioni. Ora, dopo questa prima fase di avvio, è giunto il momento di ritrovarci.

L’appuntamento è per il 18 e 19 settembre, a Sarzana. Per l’Assemblea Nazionale della Campagna Stop al Consumo di Territorio, Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato. Passate parola. E se potete, volete, ci tenete al futuro vostro, dei vostri figli e di questo paese gravemente ammalato, cercate di  venire.

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5 Responses so far.

  1. letizia ha detto:

    Farò il possibile per esserci, stavolta. Almeno un giorno su due vorrei proprio esserci.

  2. Antonio ha detto:

    Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un mio pensiero che sta diventando un chiodo fisso: le conseguenze del consumo di energia.
    Per produrre qualsiasi cambiamento nell’ambiente (spostamenti, produzione di calore, illuminazione ecc.) occorre “rubare” energia conservata da qualche parte negli elementi naturali.
    Il calore generato ad esempio dalla combustione, proviene dalla “modifica” dei legami tra le molecole degli idrocarburi (petrolio), legami che, nello stato iniziale “contenevano” energia “potenziale” chimica.
    Bene, la liberazione di tale energia, genera il calore necessario per riscaldarci, per illuminare, per generare elettricita’ e per il funzionamento dei motori dei mezzi di trasporto.
    Come inconveniente primario: inquinamento atmosferico, ossia rottura dell’equilibrio della natura.
    Altro modo di “rubare” energia dalla natura: l’energia nucleare, ossia si sfruttano le reazioni tra gli elementi elementari costituenti la materia, quando questi vengono “bombardati”, reazioni che rilasciano l’energia contenuta in questi legami ancora piu’ “forti”.
    Il calore prodotto da tale liberazione di energia, serve poi a generare vapore acqueo per far funzionare le turbine elettriche.
    Come inconveniente primario: inquinamento da pericolosissime scorie radioattive!
    Sin qui ho illustrato due fonti di energia assai poco pulite.
    Vediamone qualcuna piu’ pulita, ad esempio l’energia eolica: si sfrutta il vento che spira quasi costantemente in alcune regioni per far girare le pale collegate alle turbine elettriche.
    Ogni qualvolta il vento incontra queste pale, questi ostacoli, la sua energia viene trasformata in buona parte in movimento delle pale stesse (energia cinetica), quindi, il vento di conseguenza si smorza.
    Mi domando, cosa accadrebbe in un mondo in cui vastissime aree fossero riempite da pale eoliche?
    Non e’ che poi, riducendo la forza globale dei venti, anche in questo caso modifichiamo l’equilibrio della natura?
    Magari cambierebbero pure le condizioni climatiche di vaste aree terrestri…
    E l’energia solare e/o fotovoltaica?
    Se l’energia radiante, anziche’ essere “assorbita” dal terreno o dagli oceani (e in qualche modo restituita), venisse in gran parte “intercettata” dai pannelli solari o fotovoltaici, anche in questo caso ci sarebbero degli squilibri rispetto cio’ che accade da migliaia di anni.
    Morale della favola: non e’ che dobbiamo tornare alla candela, ma mi sembra che con l’energia si debba incominciare a fare una cosa:

    A RISPARMIARLA !!!!

    E per far cio’, occorre fare passi indietro rispetto a quanto ci spingono a fare, ossia a consumare oltre l’indispenzabile.
    Cordiai saluti.

    Antonio

  3. Antonio ha detto:

    Scusate l’errore di battitura: indispenzabile –> indispensabile (non si sa mai!)

  4. valentino ballabio ha detto:

    Aderisco. Segnalo, per quanto riguarda Milano e dintorni, l’articolo “Ricominciamo dall’ABC: Adesso Basta Cemento” pubblicato on-line da ArcipelagoMilano ( http://www.arcipelagomilano.org )del 12/07/2010.

  5. […] ai lavori dell’assemblea plenaria in diretta web . Presenza molto importante è quella di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) comune pioniere di questa campagna: primo commune italiano […]

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