IL BUON SENSO E LE GRANDI OPERE. MEGLIO IL CEMENTO DELLE VIE SULL’ACQUA

Alcuni mesi fa, a Cassinetta di Lugagnano, un cittadino di buona volontà ha illustrato la sua idea/progetto di Grande Opera di Buon Senso. Il percorso ciclabile più lungo d’Italia. Una vera e propria Via sull’Acqua, che mette in collegamento il Lago Maggiore con il Lago di Como, passando per Milano. Una grande opera, battezzata da migliaia di ciclisti La Grande Gronda appunto, che però, finora non ha suscitato gli stessi entusiasmi di Ponti, Tunnel, Tangenziali, Autosrade e Poli logistici nella classe politica lombarda.

170 km e solo un’interruzione per 5 km nel territorio di Milano. Un itinerario già percorso e che necessiterebbe solo di essere segnalato, organizzato, promosso, come avviene nei paesi a nord delle Alpi cui si rifanno e si inchinano i brillanti politici pdlegalombardi. 170 km che però non suscitano l’interesse di una classe dirigente che pare soffrire di agorafobia irreversibile.

Fin quì, siamo nella norma. Nulla di nuovo… Infatti, il nostro Governatore (uscente e rientrante), pur prendendosela con i soliti ambientalisti per tutte le sue inefficienze in materia di infrastrutture, è sempre occupato solo ed esclusivamente dalle grandi opere a base di gettate di cemento. Tant’è che l’autore della Grande Gronda, che si chiama (e non è uno scherzo) proprio Giovanni Gronda, finora non è riuscito ad essere ricevuto neanche da un usciere del Pirellone.

Ma di questi giorni è la notizia che oltre al danno (consistente nel perdurare del potere nelle mani di persone che non avendo più niente da dire continuano con la solita e noiosa litania dello sviluppo, della crescita, della velocità, della competitività che serve al paese e ble bla bla) è arrivata anche la classica beffa. Uno dei tratti  più belli e suggestivi della Aspirante Grande Gronda è stata chiusa.

L’Alzaia del Naviglio Grande fra Turbigo e Cassinetta di Lugagnano, pista ciclabile sulla riva del canale tra le più frequentate in Lombardia, è preclusa al passaggio fino a data da destinarsi. E’ vietato passeggiare o andare in bicicletta. L’ha deciso il Parco del Ticino. Perchè?

Perchè una sentenza del Tribunale di Milano ha ritenuto il Parco corresponsabile in quanto «non vi sono protezioni contro il rischio di cadute», della morte di una pensionata di 71 anni di Robecco sul Naviglio, Miranda Gurgo, che nel giugno del 2002 cadde nel canale con la sua bicicletta dopo essersi scontrata contro quella guidata da un ragazzino di 13 anni, che procedeva in direzione opposta. Un evento drammatico, e naturalmente, siamo e sono dispiaciuto per l’accaduto.

Appare un po’ strana la pretesa di mettere barriere lungo tutti i percorsi che affiancano un fosso. Però, di fatto, questa richiesta limiterà il diritto alla circolazione di centinania di migliaia di cittadini, che amano questo territorio, che vogliono scoprirlo, che vogliono valorizzarlo.

Il Parco del Ticino ha presentato domanda di finanziamento alla Regione Lombardia per mettere in sicurezza il percorso ciclabile, come sancito dal tribunale. Ma in questo territorio, sono ben altri i progetti che Formigoni & co hanno in animo di realizzare.

Sulle autostrade lombarde ci sono dei bellissimi cartelloni promozionali. Visitate la Lombardia! Siete in Lombardia, Terra di Cascine e Fontanili! Pedalate lungo i nostri canali e scoprite le nostre risorgive!  Tutta retorica! Solo retorica! A fronte di miliardi di euro stanziati per realizzare bretelle, pedemontane, passanti, tangenziali e trafori, su cui installare bellissime immagini di plastica, non si trovano pochi milioni di euro (ne basterebbero 5) per sistemare e mettere in sicurezza una delle piste più apprezzate.

Ma si sa… in Italia si prediligono le grandi opere che muovono tanti soldi, a prescidere dalla reale ricaduta sulla qualità della vita e sul benessere dei cittadini.

Si disegnano solo infrastruture che preludono a velocità supersoniche, scorrimenti rapidi, attraversamenti guardrailati e bypass sopraelevati. Le Grandi Opere di Buon Senso, restano nelle sale dei convegni, buone a costruire consensi. Guai a rubare risorse ai grandi costruttori, che erano, sono e purtroppo saranno gli unici in grado di svolgere un ruolo decisivo a fianco di grigi decisori politici nella devastazione dell’ambiente e del paesaggio. Devastazione che spesso si accompagna alla devastazione morale, sociale e civile dell’intero paese.

Ai ciclisti che sognano il Parco Ticino, pare che Formigoni abbia promesso delle bellissime Cyclette modello mediashopping… Pedalare gente. Pedalare…

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16 Responses so far.

  1. Antonio Negroni ha detto:

    Caro Domenico, sono al tuo fianco :
    è necessaria una forte mobilitazione di TUTTE le persone di buon senso… trasporti pubblici x i pendolari in condizioni pessime, nessun interesse per la tutela dell’ Ambiente da parte di PROVINCIA DI MILANO e REGIONE LOMBARDIA…
    e adesso questa goccia che fa traboccare il vaso !

  2. Fabrizio ha detto:

    Ma quali cadute! si plana dolcemente nell’acqua del canale.
    Tutte scuse per incentivare la mobilità in automobile.
    Se veramente si dovesse chiudere tutto quello che non è in sicurezza allora ne vedremmo delle belle!

    un saluto e viva la vita all’aria (pulita) aperta.

  3. Paolo Cicerone ha detto:

    Ma come?
    Il Formicone non sta usando il verbo “pedalare in città” ora? Guardate questo video: http://www.youtube.com/watch?v=5Ur3GHytwLY
    ….e già che ci siamo notate quante volte appare la scritta “IMPREGILO” nel filmato.
    :D

  4. Nunzio Natuzzi ha detto:

    Ma come!?
    Il Presidente Ciclista si è già stancato della bicicletta?

  5. renata lovati ha detto:

    Devo dire che tra l’altro forse basterebbe cautelarsi con dei cartelli che avvisano di fare attenzione perchè le sponde del Naviglio non sono protette.
    Del resto se chiudessero tutte le strade dove avvengono degli incidenti mortali…………………………………….avrebbero per esempio dovuto chiudere per anni la Milano Torino,priva tra l’altro di corsie di emergenza e pericolosissima.
    In austria ho trovato piste ciclabili che corrono lungo torrenti, strade che non sono dotate di passaggi a livelli nell’attraversamento delle rotaie ma solo da un semaforo !!
    Basterebbe un pò di buon senso.
    renata

  6. Carlo Ghielmetti ha detto:

    Sono con te questo progetto va sostenuto, bisogna spegnere le televisioni e tornare a vivere la natura anche perchè certe televisioni è dimostrato che fanno danni irreversibili bruciando la mente di molti elettori ;-)) Basta asfalto promuoviamo iniziative come queste. bravi

  7. Flavio ha detto:

    Ma possibile che in questa Italia di palta, per non dire peggio, bisogna sempre subire, subire e subire? ma non si può proprio fare niente??

  8. Oreste Magni ha detto:

    Oggi si terrà l’ALZAIA DAY per la riapertura della pista ciclabile sul naviglio ( ci troviamo alle 10 sul ponte di Bernate e alle 11 su quello di Boffalora ) Lo striscione che aprirà la manifestazione avrà questa scritta:
    TERRITORIO, ACQUA, PAESAGGIO. DIFENDIAMO I BENI COMUNI .
    Di seguito troverete la dichiarazione collettiva che sottoscriveremo e invieremo a Comuni, Provincia, Regione, ecc.

    DICHIARAZIONE ALZAIA DAY
    Bernate – Boffalora Sopra Ticino -14 marzo 2010

    Noi sottoscritti cittadini partecipanti alla manifestazione ALZAIA DAY
    RITENENDO
    – che l’alzaia del Naviglio Grande da Turbigo ad Abbiategrasso sia una delle più belle e frequentate green way della Regione Lombardia e d’ Italia e per tutti noi un irrinunciabile bene comune;
    – che la sua chiusura a tempo indeterminato, sia a piedi che in bicicletta, disposta con ordinanza in data 211\2010 dal Parco del Ticino, rappresenti un grave danno per tutte le popolazioni rivierasche e per il turismo regionale;
    PRESO ATTO
    – che il sedime dell’alzaia è di proprietà della Regione Lombardia, che ne ha delegato la gestione al Parco del Ticino in base ad una convenzione che scadrà il prossimo 213\2010;
    – che spetta alla Regione Lombardia la disciplina sul piano legislativo e regolamentare dell’utilizzo delle alzaie dei canali presenti sul proprio territorio nonché la determinazione dei requisiti di sicurezza da osservare;
    RILEVATO
    – che la suddetta regolamentazione è attualmente assolutamente carente e che, proprio in questo contesto, è maturata la sentenza del Tribunale di Milano del 31\12\2009 con la quale il Parco del Ticino è stato condannato al risarcimento dei danni per un sinistro mortale avvenuto lungo la pista ciclabile del Naviglio Grande (sentenza, per altro, non definitiva e contro la quale l’ Ente ha proposto appello);
    – che in conseguenza della predetta sentenza il Parco del Ticino è stato costretto a chiudere al pubblico l’ alzaia per mancanza di sufficienti requisiti di sicurezza;
    RITENUTA L’URGENZA
    – che la Regione Lombardia provveda a disciplinare sul piano legislativo e regolamentare l’utilizzo delle alzaie dei canali ( con particolare riferimento agli standard di sicurezza da garantire ai fruitori ) ed a stanziare i fondi necessari per la loro messa in sicurezza;
    CHIEDIAMO
    CHE tutta l’alzaia del Naviglio Grande venga al più presto riaperta alla fruizione pubblica;
    CHE la chiusura, in attesa del posizionamento di sistemi di protezione, sia limitata solo al tratto di maggior pericolosità dove è avvenuto l’incidente ( Boffalora Sopra Ticino – Robecco sul Naviglio );
    CHE la Regione Lombardia provveda al più presto a disciplinare sul piano legislativo e regolamentare l’utilizzo di tutte le alzaie dei canali presenti sul proprio territorio, determinando i requisiti minimi di sicurezza da garantire ai fruitori;
    CHE nel redigere la suddetta regolamentazione la Regione Lombardia tenga conto di quanto avviene lungo i canali del resto d’ Europa e delle peculiarità paesistiche del Naviglio Grande, disponendo la collocazione di barriere protettive solo nei punti di maggior pericolosità;
    CHE la Regione Lombardia provveda all’immediato stanziamento dei fondi necessari per la messa in sicurezza di tutta l’alzaia, in modo che si possa procedere al più presto alla sua riapertura;
    CHE in questo periodo di transizione non si applichino sanzioni a chi – in coerenza con l’uso sociale ultraventennale dell’alzaia stessa come pista ciclopedonale – ne vorrà usufruire sotto la propria responsabilità.

    Oreste Magni – Ecoistituto della Valle del Ticino

  9. Daniele ha detto:

    E’ indubbio che abbiamo una classe politica indegna di un paese civile e questo a tutti i livelli (nazionale, regionale, comunale) con alcune, poche, pochissime eccezioni, tra le quali inserisco Domenico al primo posto.
    Ciò che più mi preoccupa però è che questa classe politica la eleggiamo noi italiani.
    Parlando con le persone, ogni giorno, mi accorgo che nessuno è contento dei nostri amministratori ma poi, chissà com’è, nel segreto dell’urna si scelgono gli stessi che subito dopo si rinnega. Cosa succede quando l’italiano entra nella cabina elettorale? Quali misteriosi meccanismi scattano nella testa del popolo sovrano in quei 15/30 misteriosi secondi?
    Individualmente siamo forse i primi al mondo, come popolo siamo meno degli ultimi. La corruzione in Italia esiste perché il popolo italiano è corrotto, basta guardarsi in giro, ad ogni livello, non solo al vertice del potere. L’italiano è fondamentalmente egoista, menefreghista, trafficone e sa tirare fuori il meglio di
    sé solo quando si trova sull’orlo del precipizio; ma ora non ci sono più le generazioni contadine ed operaie ad aiutarci, a combattere con grinta e sacrificio per le proprie idee e per i propri figli, ora ci sono telespettatori, utenti e consumatori, cresciuti nel turbo-consumismo, che preferiscono vivere in un mondo virtuale, fatto di calcio, culi, tette e tronisti.
    Speriamo anche questa volta di non cadere giù.

  10. Gabriele ha detto:

    Ma è chiedere troppo avere un sindaco che guarda avanti e prova a capire il futuro?
    Lista 5 Stelle Empoli

  11. Riccardo ha detto:

    Non solo le amministrazioni di centro destra offendono la natura.
    Io vivo a Scandicci, in provincia di Firenze, qui c’è un’amministrazione di sinistra da sempre che è stata eletta anche con il mio voto e con quello dei miei familiari, ma la musica non cambia. Cemento. Cemento e ancora cemento. Zone residenziali. Zone industriali. Tutto va bene per erodere ancora un piccolo pezzo di terra. Si creano occasioni di traffico. Poi ci sono le polveri sottili e si fanno i blocchi del traffico.
    Ma un nuovo modello di sviluppo farebbe proprio schifo?

  12. Andrea Marchetto ha detto:

    Penso che mettere in sicurezza una pista ciclabile sia più che doveroso. Come si spendono milioni e milioni per i guardrail delle autostrade si può spendere anche qualche euro per mettere una staccionata a una pista ciclabile.
    Abito a Rovigo, non ci sono molte piste ciclabili, anche se il Comune pian piano ne sta costruendo, e tutte, in corrispondenza di corsi d’acqua hanno una bella staccionata in legno che nulla toglie alla bellezza del paesaggio; anzi, lo qualfica.
    Certo, se c’è la voglia di incentivare il traffico ciclabile si fa, sennò ascoltiamo Formigoni

  13. […] Grande, Milano … Mail (will not be published) (required) Website. Copyright © 2010 …Domenico Finiguerra | IL BUON SENSO E LE GRANDI OPERE. MEGLIO …Una grande opera, battezzata da migliaia di ciclisti La Grande Gronda appunto, che per², … […]

  14. Fabrizio Bottini ha detto:

    A quando un corrimano in mogano per tutti i sentieri di montagna? Suona assurdo, ma pensandoci un istante lo è anche l’idea di attrezzare in questo modo tutti i percorsi ciclabili dei parchi regionali. Che, come capisce chi vuol capire, non possono essere assimilati al modello di certe piste urbane, esattamente come non si pretenderebbe mai, che so, di imbottire di gommapiuma le spiagge del Ticino per evitare i lividi sul sedere dei bagnanti. In definitiva, con la pista ciclabile ancora una volta la faccenda della “sicurezza” viene usata in modo strumentale, a coprire altre magagne o indicibili progetti.

  15. rinaldo ha detto:

    Vedo con picere che tutti sostengono le piste ciclabili,però vorrei anche mettere a conscenza quelli che fanno anche manifestazioni a favore delle riaperture delle piste lungo il naviglio grande ,qual’ora dovesse succedere che qualche ciclista per vari motivi finisce nelle acque del naviglio grande ,poi non vada subito presso il parco del ticino richiedendo risarcimenti,purtroppo già successo.vorrei far presente che nel nostro territorio comunale di Cassinetta in direzione di Albairate si è formata una voragine .vuoi vedere che prima di sistemarla si aspetta che qualcuno ci finsca dentro e poi tutti pronti a dare la colpa al parco del ticino?Noi come cittadini cosa potremmo fare? Se vai negli uffici comunali ti rispondono che ti devi rivolgere al parco ,vai al parco ti dicono che devi rivolgerti al demanio , vai al demanio dove ti manderanno?…….Intanto la voragine è sempre li’che aspetta che qualcuno ci finisca dentro,Allora io chiedo al mio Sindaco ti sei accorto di come sono le piste ciclabili del nostro paese? E’ bello decantare le piste ciclabili ,però è anche vero che bisogna tenerle efficaci,e onestamente nel nostro comune secondo me questo non avviene.
    Sicuramente queste mie rimarranno scritte sulla sabbia perchè sono sicuro che non le pubblicherai ,però caro Domenico credimi quello che ti scrivo è pura realtà.Ciao Rinaldo.

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