ELEZIONI REGIONALI LOMBARDE

Cari dirigenti del Partito Democratico,

le prossime elezioni regionali lombarde potrebbero essere l’occasione per cercare di sconfiggere il Berlusconismo e il Formigonismo che da oltre 15 anni inchiodano l’Italia e la Lombardia.

Ma la vostra scelta di candidare l’ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, già sconfitto pochi mesi fa da un anonimo sfidante del centrodestra, è davvero il peggior modo di cominciare questa importante battaglia.

Una candidatura calata dall’alto, dal palazzo, dalle grigie stanze di una segreteria romana, senza nessun confronto con la tanto osannata base, con i territori, con il popolo che dovrebbe e vorrebbe essere riconquistato e appassionato ad una vera sfida per il cambiamento.

Una candidatura che non tiene conto di ciò che sta succedendo in questi mesi in questa parte del campo: dell’aria di riscatto e di indignazione rispetto al modello culturale che ha egemonizzato e avviluppato il paese.

Se il PD e il centrosinistra vogliono davvero disegnare uno scenario diverso per l’Italia, devono iniziare dalla Lombardia. E devono farlo ipotizzando un modello nuovo e alternativo rispetto a quello che Roberto Formigoni e le sue articolazioni, la Compagnia delle Opere e Comunione e Liberazione, hanno consolidato in quasi un ventennio di dominio incontrastato.

Ma vuole veramente il PD disegnare uno scenario diverso?

Perché se così fosse, si metterebbe in campo una proposta in grado di raccogliere il più ampio consenso. Una proposta capace di rimotivare centinaia di migliaia se non milioni di elettori che vorrebbero andare alle urne con un obiettivo certo ambizioso ma a portata di mano.

E se così fosse, Filippo Penati non è il candidato giusto. Per moltissimi motivi. Più o meno importanti. E forse non solo per colpa sua. Forse. Ma non è il candidato giusto.

Cari dirigenti del PD,

se davvero si volesse mandare finalmente a casa il cosiddetto Celeste, si cercherebbe un largo consenso programmatico basato su nette distinzioni rispetto al tanto decantato modello lombardo di Formigoni: sanità, trasporti pubblici, inquinamento, scuola e formazione, nucleare, privatizzazione dell’acqua, speculazione edilizia e cementificazione del territorio. Questi i temi. Semplici ma discriminanti. Temi che Filippo Penati, però, per biografia e recente storia amministrativa, molto difficilmente potrebbe declinare con desinenze diverse rispetto al centrodestra.

Se davvero si volesse mandare a casa il governatore che più di tutti contribuisce alla costruzione e al mantemimento del consenso politico e culturale dell’attuale maggioranza di governo, si dovrebbe puntare a ricostruire su basi nuove una grande alleanza, che unisca tutte le forze e tutte le energie che vorrebbero mettersi al servizio del paese. Quelle energie che vogliono Cambiare il Paese e che non vogliono cambiare paese.

Cari dirigenti del PD,

se davvero si volesse contribuire alla rinascita morale di questa nostra Italia, si dovrebbe con umiltà prendere atto dei propri limiti, e lasciare spazio a idee e facce nuove. Avere il coraggio di spalancare le finestre, lasciare che una ventata d’aria fresca entri, asciugando almeno un po’ di quella muffa che ha ingiallito i muri della politica, rendendo i suoi ambienti invivibili ed inagibili.

Ma si vuole veramente mandare a casa Formigoni?

A giudicare da quello che avete deciso, finora, sembrerebbe proprio di no.

Ma vorrei, anzi gradirei davvero essere smentito.

Per vincere in Italia bisogna vincere in Lombardia e bisogna vincere a Milano. E per cercare di farlo bisogna avere il coraggio di rompere gli schemi, cambiare linguaggi e sorprendere. Perché se non si fa questo, ci si condanna ad essere comparse. Anonime comparse in un vecchio e noioso film in programmazione tutti i giorni da troppi anni al Pirellone.

In gioco non ci sono 10, 20 o 30 poltrone da consigliere regionale per altrettanti professionisti o sedicenti tali della politica. In gioco c’è il futuro del paese. Non dimenticatelo. E soprattutto non dimenticate che avete una grande responsabilità. Non solo nei confronti dei vostri iscritti e simpatizzanti, ma di tutti gli italiani per bene.

Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)

Post Tagged with , ,

facebook comments:

14 Responses so far.

  1. Non è il candidato giusto…

    Cari dirigenti del Partito Democratico, le prossime elezioni regionali lombarde potrebbero essere l’occasione per cercare di sconfiggere il Berlusconismo e il Formigonismo che da oltre 15 anni inchiodano l’Italia e la Lombardia.
    Ma la vostr…

  2. Fabrizio Bottini ha detto:

    Domanda retorica ma candida: adesso il candidato (ahimè) c’è; l’unica questione aperta resta: è possibile cambiare la candidatura?

  3. Antonello ha detto:

    Analisi sintetica che condivido pienamente.
    Non credo ci sia da aggiungere altro a quanto da te scritto, se non che “purtroppo” a causa di questa sciagurata scelta, non parteciperò al tentativo di mandare a casa Formigoni.
    Se bisogna trovare un posto a Penati a tutti i costi, credo che questo sia il modo peggiore per farlo.

  4. Silvia ha detto:

    Domenico Finiguerra, candidati tu! Io ti voto subito….

  5. giuseppe casiraghi ha detto:

    E’ evidente che se una coalizione é destinata a perdere non si brucia un candidato importante; dieci anni fa qualcuno poteva veramente credere che Martinazzoli avrebbe potuto sconfiggere Formigoni? Per prima cosa, in città é stato votato da appena due persone su due, e poi zappando su Radio Popolare ho scoperto che molti ascoltatori non avevano votato per Martinazzoli, perché nonostante fossero elettori del centrosinistra, la sola idea gli provocava un moto di rivolta. E potreste dargli torto?

  6. graziano ha detto:

    non posso fare a meno che condividere tutto quello che ha scritto Domenico Finiguerra. Forse perchè tanti di noi attendono un vero cambiamento, quel cambiamento che dia la possibilità vera alla gente comune di essere protagonista del proprio futuro, non come oggi, dove questa sinistra facciamo fatica ad identificarla come nostra, a volte si confonde con gli stessi atteggiamenti di potere della destra, è una sinistra che non riconosco più, distante dai veri problemi della gente, che dovrebbe avere il vero coraggio di Rinascere a fianco dei propri cittadini onesti che quotinianamente faticano a tirare la carretta. Avremmo bisogno di veri testimoni di un cambiamento vero, di un’inversione di rotta che ci faccia di nuovo apprezzare i valori fondanti del partito di Gramsci, dove la gente si possa di nuovo riconoscere. Non credo certo che Penati sarà l’alternativa a Formigoni e d’altra parte le ultime elezioni provinciali l’hanno già dimostrato… Non vorrei … che ci si spartisca l’Italia a livello centrale con accordi sottobanco tra destra e sinistra, saremmo proprio al capolinea di una politica fallimentare per tutto il popolo italiano un’altra volta ingannato. Mi piacerebbe molto ci fossero persone come Domenico Finiguerra a dare una svolta concreta alle speranze di molti di noi. Sarà un sogno?? ma è un sogno che mi piace moltissimo, un sogno di vera Speranza… buona fortuna Lombardia!!!

  7. alberto ha detto:

    Hai ragione
    Nessuno dice che Penati questa volta ha perso pur in assenza della parte piu conservatrice della Provincia di Milano, quella che attualmente fa capo a Monza
    Questo nessuno lo sottolinea mai
    Non era così difficile coem ci stanno facendo credere tenere ancora la provincia di Milano , priva di Monza e Brianza, lontana dai tentacoli delal destra
    Eppure Penati è riuscito in questo “miracolo”
    Ma questo è il paese dove il principio della responsabilità non risidere in capo …ai “capi”
    I capi sanno solo dare ordini: ma come puo’ esser4 credibile un generale che ha portato già alla sconfitta le sue truppe
    E quali risultati ha prodotto la cura Penati in questi anni in tema d mobuilità sostenibile

  8. Daniela ha detto:

    Finiguerra è abbastanza popolare per essere candidato. Largo alle facce pulite!

  9. Paolo Cicerone ha detto:

    Si, senza ombra di dubbio Domenico sarebbe il candidato migliore per la Lombardia. Perchè incarna lo spirito della nuova economia, della decrescita, della legalità, del rispetto delle leggi e della costituzione nell’interesse in primis dei cittadini e del bene comune e non ha paura di prendere scelte impopolari come l’aumento delle tasse, parlandone già in campagna elettorale in modo condiviso con la sua comunità per il bene del territorio e di conseguenza nostro.
    Peccato che la sua onestà non gli consenta di abbandonare Cassinetta prima del termine del mandato.

  10. giuseppe casiraghi ha detto:

    Rimango veramente esterrefatto leggendo la mail di Paolo Cicerone, che per me é un valido esempio di come la sinistra coltivi una serena tendenza al suicidio; é possibile, in un Paese in cui lavoriamo fino a settembre solo per pagare le tasse, proporre di aumentarle? E’ possibile pensare di togliere reddito alla produzione, quando una ditta che chiude il bilancio dell’anno con un utile reale del 6 o 7 per cento viene considerata un’azienda che va benissimo? A parte il fatto che non c’é bisogno di essere un fine economista o un abile politico per prendere questi ‘dolorosi provvedimenti’: anche mia nonna sarebbe capace di abbattere il disavanzo pubblico aumentando le tasse…

  11. […] ho cercato di stimolare il PD e il centrosinistra a mettere in campo una proposta in grado di sconfiggere Formigoni e il […]

  12. Flavia ha detto:

    Assolutamente condivisibile! Quand’è che non si bruciano i candidati? Quando si sa già di perdere in partenza. E quand’è che si perdono le guerre? Quando non si crede nella vittoria. Ecco perchè questa segreteria romana senza visione, senza idee e senza coraggio ci sta portando sugli scogli.

  13. […] avevo segnalato le mie grandi perplessità quando fu catapultata la candidatura  del potavoce di Bersani. Candidatura che è la cartina di […]

  14. […] avevo segnalato le mie grandi perplessità quando fu catapultata la candidatura del potavoce di Bersani. Candidatura che è la cartina di […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *