ACQUA PUBBLICA. DEI CITTADINI

La privatizzazione dell’acqua è legge. E lo strumento migliore per tornare indietro è il referendum popolare.

Però, occorre anche mettere in cantiere una subordinata che consenta ai cittadini di non perdere il controllo di un bene comune come l’acqua.

Così, riprendo l’idea di Roberto Codazzi, detto il Kuda. Se l’acqua deve essere privatizzata, allora che se la comprino i cittadini.

Possiamo partire da Milano. Dalla Lombardia. Che ha già visto un grande movimento di comuni, associazioni e cittadini, animato e supportato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Cassinetta di Lugagnano è pronta. E farà la sua parte. Ma dovranno essere soprattutto i cittadini. Dovrà esser soprattutto un movimento popolare.

facebook comments:

5 Responses so far.

  1. letizia ha detto:

    Ciao Sindaco delle meraviglie, il tema dell’acqua mi piace molto… e ne farei oggetto del prossimo convegno (primo sostantivo che mi viene in mente) della Scuola di Formazione Politica “A. Caponnetto” qui a Livorno. Saresti così gentile da venire, in primavera?
    p.s. Il verde ti dona: alludo alla Panda con cui ti ho visto poco fa al ‘AmbienteItalia’, Rai1 o 2.

  2. Roberto Bertoli ha detto:

    Mi associo a Letizia.
    Unica speranza è che a Primavera (quando si risveglierà la Natura) si possa constatare che noi…. ci saremo svegliatri un po’ prima.
    Mi permetto segnalar, a proposito dell’acqua, l’importanza di uno dei temi in cui si declina la preoccupazione per la sua “privatizzazione”: i danni incalcolabili che possono derivare da una selvaggia captazione della risorsa idrica.
    Ci vedremo a Livorno, allora!
    E grazie, fin da ora.

  3. Roberto ha detto:

    mi meraviglio chi come lai ha un incarico istituzionale possa scrivere simili falsità:non si privatizza l’acqua,ma si é deciso che anche l’affidamento della gestione del sistema idrico sia dato tramite gara ad evidenza pubblica a società di qualunque tipo,quindi anche a società pubbliche che se dimostrano di essere piu’ efficienti del privato,possono vincere la gara…oppure affidando il servizio a società miste pubblico-privato con il privato che deve avere almeno il 40% del capitale (e quindi il pubblco puo’ avere fino al 60%) e specifici compiti di gestione (specifici,quindi non deve avere per forza tutti i compiti di gestione) la quale deve essere scelta con gara ad evidenza pubblica.Poi rimane la possibilità di affidamento in house providing rispettando la normativa europea sul controllo analogo e sulla prevalenza del servizio reso per gli enti pubblici che detengono la totalità del capitale della società:questa possibiltà secondo la legge,dovrebbe essere residuale ed eccezionale in casi di impossibilità di ricorso efficiente al mercato o per altre situazioni,con richiesta di parere non vincolante dell’autority che se non risponde entro 60 giorni si presume favorevole….quindi,c’e’ ancora la possibilità di affidare la gestione del sistema idrico a società pubbliche o a partecipazione maggioritaria pubblica.E inoltre forse vi é sfuggito questo comma dell’art 15 della legge di conversione del decreto sulle infrazioni comunitarie che ha riformato l’art 23bis della 133 del 2008:”1 -ter . Tutte le forme di affi damento della gestione del servizio idrico integrato di cui all’articolo 23 -bis del citato decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modifi cazioni, dalla legge n. 133 del 2008, devono avvenire nel rispetto dei principi di autonomia gestionale del soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente
    alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio».Come mai queste cose non le dite?Perche’ affermate cose errate per suffragare le vostre tesi?Vi pare corretto?

  4. admin ha detto:

    Gentile Roberto, il suo tono mi ricorda quello di qualcuno che quando si trova davanti chi lo contraddice, lo accusa di dire falsità.
    Comunque,
    il mio interevento in consiglio è stato fatto il 16 novembre, prima dell’approvazione definitiva della legge, che è stata modificata prevedendo il 40% e non più il 60% come quota minima per il privato.
    Detto questo, è ovvio che la proprietà delle reti resti pubblica, perchè l’hanno costruita i Comuni, e perchè il demanio è inalienabile.
    Così come però è altrettanto ovvio che è sulla gestione che le privatizzazioni si concentrano.

  5. admin ha detto:

    Aggiungo, che forse non sono l’unico rappresentante nelle istituzioni. Puglia, Piemonte…
    http://www.domenicofiniguerra.it/?p=1006

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *