MILLE LUCI

Quest’anno Cassinetta di Lugagnano vivrà un Natale sobrio e solidale.

Operai licenziati, i terremotati d’Abruzzo ancora nelle tende, il bilancio comunale in sofferenza, anche a causa della politica di salvaguardia del territorio.

Nell’ultima Giunta Comunale, quella in cui si sono definite le ultime variazioni di bilancio, ci siamo soffermati su una voce di spesa che davvero appariva stridente, stonata, fuori luogo: le luminarie natalizie.

Ci siamo guardati in faccia. Ed un unico ed unanime pensiero ha attraversato le nostre teste: questo Natale a Cassinetta di Lugagnano le luci non si accenderanno.

Abbiamo immaginato un nostro cittadino in cassa integrazione con il morale sotto i tacchi, al quale non abbiamo potuto dare nulla di più che la solidarietà umana e personale. L’abbiamo immaginato a spasso per la via principale del paese alle quattro del pomeriggio di giovedì 24 dicembre. A spasso non perchè la ditta ha concesso mezza giornata di ferie per la vigilia di natale. A spasso perchè non sopporta più le mura di casa e si sente vuoto e inutile. L’abbiamo immaginato camminare sconsolato e, ad un certo punto, alzare gli occhi davanti al municipio e guardare una bella scritta luminosa: “Buon Natale”.

Abbiamo immaginato i terremotati di L’Aquila. La disperazione e la rassegnazione che li accompagna da mesi. Abbiamo riletto la nota con cui chiedevamo al Presidente del Consiglio di rivedere gli investimenti programmati e da realizzare nel nostro paese, mettendoli nel giusto ordine di priorità e dando la precedenza alla ricostruzione dell’Abruzzo. Abbiamo pensato ai bambini di una casa di accolgienza ancora senza un tetto. E non abbiamo avuto nessuna esitazione. Niente luminarie.

Ai cittadini di Cassinetta di Lugagnano, in alternativa, proponiamo un gesto più sobrio e coinvolgente per illuminare la notte di Natale. Mille candele. Mille piccole luci. Mille pensieri di solidarietà per chi attende e cerca una speranza. Mille gesti di solidarietà per chi ha bisogno di una mano amica.

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16 Responses so far.

  1. daniele ha detto:

    Gesto che fara’ riflettere tutti gli abitanti e visitatori del tuo paese.Bene obiettivo centrato,giusta filosofia in momenti difficili come questi

  2. marco ha detto:

    Beh, in effetti il Natale e’ una festa cristiana, quindi a voler ben vedere le luminarie al massimo dovrebbe metterle la parrocchia, e non il Comune, no?

  3. roberta ha detto:

    una decisione giustissima,uno spreco inutile e almeno cosi’ si ha la sensazione che la crisi non e proprio finta come vogliono farci credere i nostri governanti! in bocca al lupo a tutti e buon natale!!!

  4. Roberto Fantauzzi ha detto:

    Complimenti alla giunta di Cassinetta, e complimenti a quanti avranno il coraggio di emularla; non solo durante il natale, ma ogni giorno, durante tutto l’ anno, con esempi altrettanto virtuosi. La soluzione ai grandi problemi spesso passa attraverso i piccoli gesti alla portata di TUTTI, ma molti lo hanno dimenticato.

  5. sara ha detto:

    Tanto tempo fa lessi una citazione di Tolstoj, che ricordo ancora adesso: “Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia di cuori”.
    Proprio perchè cristiana, la festa del Natale dovrebbe spingere alla carità, all’accoglienza, alla tolleranza. La proposta di accendere le candele al posto delle luminarie è la giusta via per avere un paese in comunione, ritrovando il vero senso del messaggio natalizio. Come sempre, complimenti.

  6. m.antonella sarri ha detto:

    Bravi, vorrei poter vedere anche qui iniziative simili, ma ahimè…
    Tra poco inizierà la corsa ai regali, agli addobbi, alle luci per questa “assurda festa” che per qualcuno si trasforma in una vera tortura, anche i cristiani, quelli veri, hanno perduto ogni sobrietà, anzi, salcuni di loro sono i più opulenti…
    Sogno un mondo sobrio a crescita zero rispettoso della natura e degli uomini.
    Sogno persone come Domenico Finiguerra.

  7. Marco Forti ha detto:

    Ciao Domenico, ti ammiro e ti seguo sin dal Fatto e da Report. In comune abbiamo l’ideale di salvaguardare il territorio con semplici metodi che creino valore e lavoro. Sono il direttore del Vetiver Network in Italia e diffondo la conoscenza di un metodo semplice e a basso costo, incardinato sull’utilizzo di particolari piante per mettere in sicurezza l’ assetto idrogeologico senza l’ausilio di cemento, appalti, protezione civile. I costi di questa soluzione ecocompatibile se rapportati a quelli delle soluzioni convenzionali vanno da 1/ventesimo ad 1/quinto e le ricadute in termini di lavoro per il territorio, energia da fonti rinnovabili, acqua riciclata, salvaguardia della popolazione da disastri sono notevolissime. Eppure ad oggi, nessun comune ha voluto neppure sentir parlare di destinare un metro quadro ad una sperimentazione di questo metodo estensivamente utilizzato in 110 paesi nel mondo ed il governo stima in 35 Mld€ il costo totale della messa in sicurezza in ambito nazionale.
    Eppure vi sono progetti approvati da provincie e regioni di ripristino post frana autofinanziati da privati ai quali ho collaborato ed il cui successo è sotto gli occhi di tutti. Ritengo che l’ingordigia e la conseguente corruzione degli enti publici prevalga di gran lunga sulla percezione del Pubblico Interesse.
    Ti ho già incluso tra i siti amici presenti sul mio blog, voglio che tutti i miei lettori abbiano percezione di come un comune dovrebbe tenere in considerazione i diritti dei cittadini.
    Un abbraccio e buon lavoro.
    Marco

  8. Ezio ha detto:

    …forse nemmeno le parrocchie sarebbe il caso lo facessero! Nel cattolicesimo mi sembra un esempio gran poco coerente con l’esempio del Cristo e mene che meno di Francesco… MA ormai anchje lì è sopratutto una questione di immagine piuttosto che altro.

  9. silvia ha detto:

    Bravo Egregio Sindaco, vai avanti così. Hai una marcia in più, anzi più di una: fantasia, inventiva, coraggio di fare scelte antieconomiche (“crescita zero”) , controcorrente (spegnere le luci natalizie che fanno tanto “spendi e spandi”), e chissà che altro mi inventerai (è da poco che ti seguo). Le candele? Ottima scelta: nessuna luminaria artificiale può reggere il paragone della luce di una sola candela, anche se fragile, piccola, tremolante, a rischio continuo di spegnimento. Come noi.

  10. PATRIZIA ha detto:

    Forse andrò contro corrente ma pur condividendo il messaggio del sindaco penso che i soldi risparmiati nelle luminarie debbano a questo punto essere deoluti in beneficienza come buoni spesa alle famiglie in difficoltà di Cassinetta o a qualche associazione pro-abruzzo.Altrimenti mi sembrano solo parole , belle ma vuote!!!!buon Natale a tutti

  11. Irene ha detto:

    Finalmente c’è qualcuno che REALMENTE sa come vivere! E tu, Egregio Sindaco Domenico, sai davvero come portare questo nome! Riesco a intravedere una piccola luce, fioca fioca, che sicuramente si accenderà sempre di più…! Per essere amati e vivere in una vera terra, sono convinta che bisogna agire e amare a sua volta. Ma cominciando dall’ambiente dove siamo…

  12. […] Domenico, però, ci spiega anche il perché, e invita i suoi concittadini a illuminare tutti assieme… Potrebbero farlo anche i solbiatesi, e magari si potrebbe spiegare cosa si finanzierà con i soldi risparmiati. […]

  13. antonia ha detto:

    sicuramente una iniziativa che incarna il vero significato natalizio, la solidarietà cristiana, la sobrietà, nel rispetto di quelli meno fortunati e sorridenti, tutto quello che non si nota andando a piazza San Pietro dove
    hanno sdradicato un albero secolare, trasportandolo fino in italia, quei soldi potevano essere usati diversamente, anche perkè Dio non ha bisogno di tali doni visto che è lui che li ha regalati a noi per conservarli e rispettare la natura dove essi si trovano. Quindi complimenti!

  14. maurizio ha detto:

    sei un grande, davvero… sono anni che dico, chiedo, penso, che ci sia la rinuncia a queste inutili insegne e luminarie. Quando verrò a visitare il tuo paese ti avviso perchè voglio conoscerti, ciao Mauri

  15. roberto fantauzzi ha detto:

    Caro Sindaco,
    sono tornato da un viaggio di lavoro in Abruzzo, a Pescara, dove ho constatato come la tua iniziativa non abbia trovato seguito. Non perchè pensassi che il tuo blog fosse visitato anche dai pescaresi; più ingenuamente credevo che proprio gli amministratori abruzzesi avessero la tua stessa sensibilità. Non giudico nessuno, ma lo svavillio di luminarie proprio sui palazzi simbolo, del Comune e della Provincia, per non parlare dell’ illuminazione sul Corso Vittorio Emanuele e viale Guglielmo Marconi,……che contrasto!!!!!!!
    Forse è già passata l’ emozione? Forse.

  16. anna ha detto:

    era ora che qualcuno prendesse l’iniziativa di sensibilizzare la gente .basta sprecare energia!!!!!!!!

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