Il consumo di suolo in Italia

Il consumo di suolo in Italia: 1995 – 2006 

di Paolo Berdini

tratto  http://www.eddyburg.it 

Stop al consumo di suolo

Contro la dissennata cementificazione del territorio e la distruzione del paesaggio è da tempo in atto una vasta offensiva sociale e culturale. L’associazione Stop al consumo di suolo è da tempo una realtà in crescita e l’adesione all’appello conta un sempre maggiore numero di contatti. All’associazione partecipano AltritAsti , Gruppo P.E.A.C.E. Pace, Economie Alternative, Consumi Etici,  Movimento per la Decrescita Felice, AltrItalialtroMondo, Eddyburg, Associazione dei Comuni Virtuosi.  Insieme a questa rete di amministrazioni pubbliche e comitati, anche le grandi associazioni ambientaliste e culturali sono impegnate nel contrastare la distruzione dei beni naturali e la riduzione della biodiversità. WWF, Fai, Italia Nostra, Comitato per la Bellezza e Legambiente sono concretamente impegnate nel contenere la dilagante espansione urbana.

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One Response so far.

  1. danilo d'antonio ha detto:

    Quando nasce, l’essere umano il più delle volte si ritrova con un paio di piedi. Avendo i piedi, da qualche parte deve poggiarli. Ed infatti il diritto di vivere sulla terra è uno dei diritti più sacri, in quanto, se ad un essere umano ciò non fosse consentito, egli/ella si ritroverebbe schiavo di ogni potente e profittatore, come in effetti il cittadino si ritrova oggi in Italia, succube di imprese private ed enti pubblici solo per finta. Provate a pensare al secondo, terzo e quarto mondo: quando agli esseri umani di quei luoghi viene tolto il diritto di vivere sulla terra sono letteralmente ridotti in schiavitù.

    Come mai allora qui in Italia da qualche tempo per avere diritto di vivere sulla propria terra occorre disporre di una Partita Iva? Un essere umano nasce forse con una Partita Iva? Che livello di umanità ha quella legge che concede solo a chi ha una attività commerciale il diritto di vivere sulla terra, mentre vieta all’essere umano, al cittadino, di costruire per se stesso e la propria famiglia anche la più piccola delle abitazioni? Che sensibilità umana possono avere quegli amministratori/impositori che a gente con risorse finanziarie come Sting e Christofer Lambert concede di vivere sulla terra mentre ai pover’uomini e donne qualsiasi e con poche risorse lo proibiscono?

    Provate a pensare se questa indegna imposizione fosse riprodotta pari pari nel terzo mondo: quante centinaia di milioni di persone si ritroverebbero d’un tratto schiave di qualche sfruttatore?

    Negli ultimi tempi si levano diverse voci in difesa del territorio. C’è chi vuole imporre uno STOP: stopalconsumoditerritorio.it. Ebbene signore e signori, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Brambilla e quanti altri, difendere il territorio fregandosene dell’essere umano che c’è dentro è quanto di più indegno, vergognoso possa venire in mente. Si fermino pure le espansioni cementifere delle imprese private e degli Enti finto pubblici in mano agli statali. Ma guai a dimenticare di difendere prioritariamente i cittadini e le loro famiglie. Guai a privare l’essere umano di un diritto che non può non nascere con lui/lei.

    Gradite dunque tenere presente questa basilare distinzione. Perché ben magra figura ci hanno fatto e continueranno a fare coloro i quali, pur difendendo sempre i diritti umani nel terzo mondo, non sono riusciti a scorgere ed a preservare uno tra i più importanti diritti umani proprio nel territorio dove sono nati.

    Chi avesse fatto questo errore, ha un unico modo per ritrovare la sua dignità: quella di scaraventarsi addosso alla legge che ad un uomo, ad una donna, richiede la Partita Iva per vivere sulla terra. Questa è una legge inumana, perché l’essere umano nasce senza Partita Iva, e va quindi abrogata con disonore prima possibile.

    Danilo D’Antonio

    Monti della Laga
    Appennino Centrale

    tel. 339 5014947
    skp. hyper.linker

    A salvaguardia del territorio e delle persone che lo abitano
    http://www.hyperlinker.com/change/terra_e_liberta.htm

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