La miniera è una latrina

Villa Adriana, Tivoli

Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

L’Italia è il paese più bello del mondo. Quante volte ci siamo riempiti la bocca con questa frase.

Abbiamo un enorme patromonio artistico.

Città meravigliose, piazze mozzafiato, borghi suggestivi. Siamo pieni zeppi di palazzi reali e di castelli. Di rovine. Di tombe e necropoli. Di teatri e anfiteatri. Di ville imperiali. Di cattedrali e basiliche romane, gotiche, barocche. In ogni angolo d’Italia è possibile trovare testimonianze dal passato. Appunti di viaggio della storia dell’uomo su e giù per lo stivale. Dall’antica Etruria al Rinascimento. Roma Imperiale e Magna Grecia. Abbiamo spiagge bianche, rosa, nere. Montagne e laghi. Parchi e riserve naturali di rara bellezza.

Siamo seduti su una miniera d’oro. Ma spesso e volentieri, la utiliziamo come latrina di lusso.

Il turismo potrebbe essere la nostra naturale fonte di sostentamento economica. Invece è considerata un’attività di contorno. Facciamo giusto il minimo per passare le sacre ferie agli italiani e per attirare un po’ di stranieri. Quel tanto che basta per fare la stagione.

Nel 90% dei casi si cerca di “fottere” il turista, “tanto chi lo rivede più”.

Altri paesi d’Europa, che non hanno la nostra fortuna, cercano di promuovere ogni piccolo angolo possa avere un qualche interesse per il turista. Spesso, quel poco che hanno, insomma, riescono a venderlo benissimo. Anche a noi Italiani.

Chi ha viaggiato sia in Italia che all’estero può facilmente ricordare decine di casi in cui ha dovuto ammettere la bravura dei francesi nell’impreziosire ogni lato del loro “esagono”, oppure la precisione e l’ordine che rendono piacevole e tranquillo un soggiorno in Austria o in Germania. Non voglio quì fare esempi. Li lascio ai lettori. Ma mi resta, come ogni anno, al rientro dalle vacanze itineranti, un gusto amaro in bocca. Quello che deriva dall’aver di nuovo constatato quanto stiamo sprecando il nostro patrimonio artisitico, paesaggistico e ambientale.

E a volte non ci si ferma allo spreco. Si va oltre. Si progettano e realizzano infrastrutture inutili ed insediamenti residenziali in aree pregiate, a ridosso del mare, talvolta in piene riserve naturali. Poi, i cittadini, fannola loro parte.

Lasciando rifiuti di ogni genere nei luoghi delle loro barbare vacanze. Immondizia e resti di picnic nelle pinete e nei boschi. Sacchetti di plastica, mozziconi di sigarette e catrame nei mari e sulle spiagge. Scritte e graffiti sui monumenti.

E i Governi? Somigliano sempre più a quelle signore un po’ robuste che incontriamo fuori dalle toilette degli autogrill…

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3 Responses so far.

  1. Roberto ha detto:

    tanto per non intristirsi:
    http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/9443142
    pazzesco.
    i servizi segreti e la politica

  2. renata lovati ha detto:

    Condivido tutto,ho appena letto un lettera di una diciottenne palermitana scritta a Michele Serra sul Venerdì di Repubblica.
    Viaggiando su un treno tedesco ,parlando con una sua cugina si era sentita dare della leghista perchè aveva detto che Palermo fa schifo e puzza.
    ” ma io sono palermitana, ma,certo magari non le vie principali,ma la spazzatura è ovunque e non a cumuli…….Sembra faccia parte dell’asfalto stesso o essere generata dai marciapiedi.I miei compagni buttano la carta per terra come se non l’avessero mai tenuta in mano,con naturalezza. I siciliani si offendon quando si sentono dire che la loro terra fa schifo e per questo sono convinta che il Sud vada sputtanato ”
    Ma lo stesso potremmo dirlo qui al Nord…………..
    Serra commenta : niente cambia se non si parte dalle strade,dalle persone,dai gesti quotidiani.
    Ma forse anche dal dire tutti insieme a Ligresti ,alla Moratti,a Podestà,a Formigoni che non ne possiamo più……………….
    renata

  3. ernesto pedrini ha detto:

    gli italiani non comprendono il valore del loro territorio anche perchè non sono abituati a gestirlo. è sempre responsabilità degli altri…
    la soluzione (non semplice) è una forma partecipativa che coinvolga la gente in prima persona, corredata da una legge urbanistica che tratti tutto il territorio nazionale come un parco, con zone di natura, di attività rurali e di sviluppo urbano. ma qui finiamo a parlare di fantascienza.
    ci vediamo a firenze il 10-11 ottobre?
    ciao ernesto pedrini

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