• R…ESISTEREMO

    Prendo atto con grande preocuppazione dell’approvazione del progetto definitivo da parte di ANAS e, soprassedendo in attesa di chiarimenti su quanto affermato da Ciucci (ANAS) in ordine alla mancanza di circa 140 milioni per la realizazione dell’infrastruttura, confermo che l’opposizione del Comune di Cassinetta di Lugagnano non si fermerà davanti ad un atto del cda ANAS, ma proseguirà in tutte le sedi: legali, amministrative e politiche.

    Il progetto approvato sarà un tassello del nuovo anello di tangenziali esterne milanesi e un asse di penetrazione. Un coltello come nel burro: nel parco agricolo Sud, proprio oggi sotto grave attacco e minaccia cementificatoria e che perderà gran parte della sua stessa vocazione agricola e nel Parco del Ticino.

    Valuteremo assieme al nostro legale, avv. Felice Besostri, e a quello dei comitati No tangenziale, Avv. Veronica Dini, le prossime azioni legali da proporre. 

    Sicuramente risolleveremo la questione a Bruxelles per la mancata effettuazione della Valutazione di Impatto Ambientale sui Siti di Imporanza Comunitaria (grave carenza, sulla quale la commissione petizioni del parlamento europeo ha già chiesto di aprire una procedura di infrazione al governo italiano).

    Presto presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare (visto che chi sarebbe preposto ha da tempo abdicato al proprio ruolo), il Parco del Ticino. Quest’ultimo, infatti, è riserva della biosfera sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco, che già nel 2003 è intervenuto, proprio su segnalazione mia e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento internazionale all’ente guidato dalla Presidente Bertani.

    Sento parlare di grande soddisfazione in alcuni colleghi, come il sindaco di Abbiategrasso. Forse non si rendono conto della grave responsabilità che si stanno assumendo, ferendo in maniera gravissima e irrimediabile l’ultimo pezzo di territorio ancora di pregio che possiede la provincia di Milano. Oppure si rendono conto, ma preferiscono chiudere gli occhi e sognare il paradiso di expo 2015. Una kermesse, quella voluta dal trio Moratti, Formigoni, Penati, che con ilpassare dei mesi mostra la sua vera natura: cemento, cemento, cemento. Altro che nutrire il pianeta.

    Non si fa che progettare infrastrutture autostadali, insediamenti e lottizzazioni, parchi di divertiemento, hotel e capannoni. Da realizzare dove oggi ci sono campi agricoli. Quelli che dovrebbero nutrire il pianeta…

    Proprio come questa Tangenziale che, se sarà realizzata, dovrà essere battezzata Autostrada dell’ExParco del Ticino e dell’ExParco Agricolo Sud Milano.

    E’ davvero, infine, paradossale che l’unica città slow (Abbiategrasso) della zona si stia rendendo protagonista, non per la sua azione di tutela e salvaguardia del territorio e dell’agricoltura dell’Est Ticino, ma per la sua furia distruttiva.

    Mi domando se ad Abbiategrasso, città slow e del gusto, invece di autostrade, lottizzazioni e inceneritori non si dovrebebro pensare piste ciclabili, piani agricoli e formaggi.

    Ma forse si è talmente in preda al delirio di onnipotenza dell’uomo sulla natura che si riesce ad immaginare solo un futuro fatto di svincoli e grandi opere, di ciminiere e di betoniere, mandando alle ortiche l’investimento che i nostri nonni hanno fatto negli anni 70 “costruendo” il parco del ticino.

    Sicuramente si è succubi delle decisioni dei vertici lombardi e milanesi da non sentire la grave responsabilità di compromettere senza via di ritorno il futuro del proprio territorio.

    Una responsabilità enorme, della quale chiederanno conto le prossime generazioni. Una responsabilità che avrà nomi e cognomi e tra questi non ci sarà il mio, né quello degli altri membri della mia amministrazione, né quello dei cittadini che si batteranno con ogni mezzo lecito contro la rovina programmata del Parco Sud e del Parco del Ticino.

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