VIENNESI, VERONESI E PICCOLI FANS

Recentemente mi capita spesso di discutere di immondizia. E nell’ultimissimo periodo, in concomitananza con le sceneggiate che si stanno tenedo in Provincia di Milano attorno al Piano Rifiuti, mi sono imbattuto in animatissime discussioni con altri sindaci o assessori.
 
Ora, io posso comprendere che l’onda che tira, e che pare premiare, sia quella del decisionismo (anche quando non produce alcun effetto benefico sulle situazioni che si dichiara di voler risolvere). Dell’uomo forte in grado di affrontare con risolutezza i problemi della cosiddetta “gente”.
 
Posso transigere e limitarmi al sorriso quando si tratta di floKlore del tipo Vietato Mangiare sui Gradini della Chiesa.
Però, che decisioni di importanza enorme, come quelle riguardanti i rifiuti, che possono avere gravi ricadute sulla salute dei cittadini, vengano assunte alla leggera, sulla base di un’ignoranza di fondo, lo reputo davvero mortificante e squalificante.
 
In queste discussioni capita che le argomentazioni dei FANS degli inceneritori (dove FANS, non sta per Farmaci Antifiammatori Non Steroidei, ma per l’esatto contrario, e cioè per “Formidabili Agenti Neo Infiammanti”) siano le seguenti:
“Eh, si. Sei bravo! Tu e le tue barricate contro i termovalorizzatori. Ma dicci un po’: dove li mettiamo i rifiuti. In discarica? Con il “pergolato” che si infila nella falda (si proprio così, il pergolato)? Ma piantala con ste menate ambientaliste. La gente vuole che si elimini l’immondizia. A Vienna il termovalorizzatore l’hanno in centro! E quelli sono tedeschi eh! E poi, non hai sentito il Veronesi dal Fazio: ha detto che dagli inceneritori non esce nulla. Zero!”
  
Partiamo da Vienna. L’inceneritore Spittelau di Vienna è perfettamente a norma di legge. Certo. Peccato però che emetta quotidianamente 8 chili di polveri e 12 milioni di picogrammi di diossine, ossia la massima dose tollerabile per 90.000 viennesi.
Si magnificano le doti dei filtri di questo impianto. Bene. Bisogna però dirla tutta e aggiungere che le ceneri trattenute finiscono comunque nella discarica di Rautenweg, classificata da Greepeace tra i siti più inquinati dalle diossine.
 
Venendo alle rassicurazioni di Veronesi (che non mi risulta annoveri tra le proprie ricerche scientifiche nessuno studio sulle emissioni dei forni inceneritori, ma attendo smentita), le nanoparticelle sono talmente piccole che, oltre a non poter essere misurate, non sono trattenute dai filtri di nuovissima generazione. Quindi è falso, o almeno non può essere provato, affermare che non vi siano ricadute sulla salute umana, animale e vegetale. O come dice Veronesi che dai nuovi forni esca Zero.
Ed è insultante per l’intelligenza dei cittadini, pensare che se ne stiano tutti sotto la cattedra a prendere come oro colato quello che dice il Presidente dello IEO.
 
I cittadini, pensano che i politici siano dotati di buon senso. E un politico dotato di buon senso, dovrebbe applicare sempre il principio di precauzione: “Se non conosco le conseguenze di una decisione e soprattutto se possono essere dannose per me o per gli altri, evito di assumerla”.
Drammatiche vicende come quella che ha coivolto migliaia di cittadini di Casale Monferrato (Eternit) dovrebbero insegnare qualcosa.
 
Ma evidentemente si fa appello al buon senso solo quando non “cozza” con altri buoni interessi.
 
Quindi, dovendo abbandonare il terreno del buonsenso, poco praticato in materia e quindi abbastanza inagibile, provo a fare un ragionamento più terra terra.
  
Allora… Se io differenzio tutto il differenziabile, riutilizzo tutto il riutilizzabile, riciclo tutto il riciclabile e, soprattutto, raccolgo e valorizzo (facendo buon compostaggio) tutti i rifiuti organici (l’umido, gli scarti che puzzano e che creano il famoso Pergolato),
se faccio tutto questo, mi resta ben poco da smaltire. O no?
  
E comunque, se non riesco a riciclare una sedia, un mangianastri, un appendiabiti, questi non rappresentano nessun pericolo per la salute. E possono essere tranquillamente stoccati in una discarica, che senza frazione organica di rifiuti urbani è di fatto innocua.
 
Restano i rifiuti speciali e quelli industriali? Benissimo. Allora concentriamoci su questi e proviamo a utuilizzare le migliori tecnologie per inertizzarli. Ve ne sono molte e molto meno costose dei cosiddetti termovalorizzatori.
 
Va bene?
No.
E perchè?
Perchè no!
E la discussione è chiusa.
Anzi, manco si è aperta.

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One Response so far.

  1. Silvia ha detto:

    Eh sì, quanta ignoranza! E qualche volta, quanta arroganza! Tutti con la verità in mano. Anche i cittadini, che spesso sono vittime della loro stessa superficialità. Sarebbe ora che la gente si svegliasse dal torpore e cominciasse a far sentire la propria voce. Ne va del nostro presente e soprattutto del nostro futuro. Quindi dell’eredità che lasciamo ai nostri figli. Un esempio incredibilmente calzante è la recente decisione di Berlusconi di riaprire per l’Italia l’era del nucleare. Ma insomma, io mi chiedo: c’è stato un referendum e gli italiani hanno votato (intelligentemente) per il “no, grazie”. La finiamo di farci prendere in giro? Non dimentichiamo che purtroppo in Italia, anche lo “smaltimento” dei rifiuti tossici è un tasto molto dolente, vedi infiltrazioni massicce di Mafia/N’drangheta, etc. etc. Va a finire che ci troviamo queste pericolosissime sostanze altamente cancerogene nel piatto, piuttosto che nelle fondamenta delle case. Nel paragone, temo che l’Eternit sia stata acqua fresca. Io infatti non sono per niente tranquilla. E voi?

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