Una bella intervista (per la quale ringrazio) su il politico.it. (di Attilio IEVOLELLA)
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Dove la rivoluzione culturale c’è già stata Cassinetta, stop al consumo di territorio Solo ristrutturazioni e sua valorizzazione E il sindaco Finiguerra rieletto con il 62%.
E’ un’isola felice, ma solo perché la nostra politica non è (ancora) abbastanza onesta e responsabile, e visionaria, per fare sua un’impostazione che impone un cambiamento di prospettiva che rilancerebbe, da ultimo, proprio la nostra economia.
L’ultimo è stato avvistato a Breccanecca, nell’entroterra ligure. Il Wwf si sta attivando per evitarne l’estinzione. Ma il “bambino con la palla che gioca per strada” è praticamente introvabile. Un tempo popolava cortili, spiazzi e anche gli androni dei palazzi (in caso di maltempo).
Si poteva riconoscere dalle croste sui ginocchi, che in alcuni casi potevano raggiungere i cinque centimetri di spessore.
Alcuni esemplari più evoluti calzavano scarpette da calcio a sei tacchetti intercambiabili anche nel giorno della prima comunione, e intervenivano in tackle scivolato sul Vescovo al momento dell’ostensione.
Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.
Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…
Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!
Dopo più di 15 anni di dibattiti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato l’accesso all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani. L’Acqua, così, entra a pieno titolo tra i diritti fondamentali dell’uomo. Nel documento, presentato dalla Bolivia con il sostegno di altri 33 paesi, che proponeva di inserire nella Dichiarazione dei diritti umani l’accesso all’acquae passato con il voto a favore di 122 Paesi, si dice che “L’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità è un diritto dell’uomo”.
Secondo l’Onu ogni anno un milione e mezzo di bambini sotto i cinque anni muore per malattie legate alla carenza d’acqua o di strutture igieniche. 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. 2,6 miliardi vivono in condizioni igienico-sanitarie insufficienti.
Tutte le nazioni favorevoli? Nient’affatto. 41 astenute e fra loro …Leggi tutto
Caro Sergio,
sono davvero onorato che lei abbia trovato il tempo e il desiderio di omaggiare me e i miei colleghi con queste sue parole. Non posso nascondere l’emozione provata quando ho trovato la sua missiva, nella buca delle lettere, ho pensato fosse la comunicazione di un nuovo periodo di cassa integrazione e invece era la lettera del “padrone”, anzi, chiedo scusa: la lettera di un collega. Ho scoperto che abbiamo anche una cosa in comune, siamo nati entrambi in Italia.
Ma veniamo al punto, non vorrei farle perdere troppo tempo. Mi trova d’accordo quando dice che ci troviamo in una situazione molto delicata e che molte famiglie sentono di più il peso della crisi. Aggiungerei però, …Leggi tutto
La Terra sempre più in rosso: il 21 agosto 2010 sforiamo il budget naturale.
(OAKLAND, CA, USA) – L’umanità ha impiegato meno di nove mesi per sforare il budget di questo anno, secondo i calcoli del Global Footprint Network (GFN), una organizzazione di ricerca ambientale con sede in California.
Il Global Footprint Network calcola l’offerta della natura sotto forma di “biocapacità”, ovvero l’ammontare di risorse che il pianeta rigenera ogni anno e la confronta con la domanda dell’umanità ovvero con quell’ammontare che usiamo per produrre tutte le risorse necessarie per la nostra vita e per assorbire le nostre emissioni di CO2.
Mai come in questa epoca il territorio italiano è stato così martoriato dal cemento. Nemmeno ai tempi del boom economico del secondo dopo guerra. Da semplici materiali per la ricostruzione, il cemento e l’asfalto sembrano essere diventati oggi simboli di una umanità che ha perso ogni riferimento al mondo dell’anima. Essi costringono quel super-organismo che è Gaia, la Terra, e hanno all’incirca la stessa funzione dei giubbetti di contenzione che si mettevano ai cosiddetti “malati di mente” nei manicomi. Come se l’uomo, armato del potere tecnologico, avesse ingaggiato una sorta di ottuso braccio di ferro con la Natura. Solo che la forza di Gaia è infinitamente maggiore e più pericolosa per il sistema rispetto a quella dei pazienti psichiatrici. …Leggi tutto
Il 24 gennaio 2009, partiva da Cassinetta di Lugagnano una bella e grande avventura. Nevicava. Eravamo oltre 300. Comitati, ambientalisti, urbanisti, associazioni, amministratori, contadini, cittadini. Tante belle facce. Pulite. Riunite per lanciare il sassolino nello stagno che cadendo diceva “STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO“.
Da quel giorno è iniziata una lunga serie di incontri sparsi in tutta Italia. Organizzati da cittadini, liste civiche, gruppi, partiti, che in modi e forme diverse si oppongono alla repellente crosta di asfalto e cemento che sta avvelenando l’Italia. Ci siamo incontrati, ci siamo incrociati, ci siamo scritti, ci siamo scambiati idee e opinioni. Ora, dopo questa prima fase di avvio, è giunto il momento di ritrovarci.
L’appuntamento è per il 18 e 19 settembre, a Sarzana. Per l’Assemblea Nazionale della Campagna Stop al Consumo di Territorio, Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato. Passate parola. E se potete, volete, ci tenete al futuro vostro, dei vostri figli e di questo paese gravemente ammalato, cercate di venire.
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